I Club del Toro
CCTC contro la tessera del
tifoso
Cari presidenti, segretari e soci dei club del CCTC,
oggi ci rivolgiamo a voi per una battaglia che dovrebbe accomunarci tutti, che va al di là di coloro che ritengono che cairo abbia fatto il suo tempo, oppure debba essere lasciato serenamente lavorare.
Stiamo parlando della tessera del tifoso. Non vogliamo in questo momento tediarvi con infinite considerazioni e con spiegazioni approfondite riguardo a cosa sia, come funzioni e in quali modi venga ad
incidere sulla libertà personale di ciascuno di noi. Non vogliamo nemmeno entrare nel dettaglio tecnico che riguarda l'immenso giro di denaro che verrà portato alle banche e a chissà quale altro soggetto
dall'applicazione di questo sistema. In merito alle suddette questioni, sul sito dell'associazione www.cctoroclubs.it trovate tutte le informazioni delle quali potreste avere bisogno. In alternativa potete chiederci informazioni via mail all’indirizzo cctoroclubs@gmail.com
Quello che vogliamo dirvi, con il massimo fervore, è che sta per iniziare la prima campagna abbonamenti nell'era della tessera del tifoso, questo provvedimento NON è una legge dello stato, come detto anche da cairo nell'ultima intervista. E' semplicemente un invito che arriva dall'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. Le società potrebbero, senza timore alcuno di sanzioni, rifiutarsi di sottoscriverla.
Nel corso della prossima campagna abbonamenti a ciascun tifoso verrà richiesto di sottoscrivere la tessera al momento della richiesta dell'abbonamento. Non sarà possibile abbonarsi in alcun settore senza la tessera.
Riteniamo che un'imposizione di questo genere, specie se mascherata da provvedimento volto a garantire maggior sicurezza, pur non introducendo alcuna novità in quest'ottica rispetto al biglietto nominativo, sia assolutamente inaccettabile.
Pertanto vi rendiamo partecipi della nostra decisione di NON sottoscrivere l'abominio della tessera del tifoso e di conseguenza, pur con grande amarezza di NON sottoscrivere l'abbonamento.
Comprendiamo a perfezione quanto questa scelta possa essere dolorosa, ma è una scelta che non ha alternative, in quanto riteniamo che non sia accettabile, come cittadini, sottoporsi ad un simile abuso.
Siamo a disposizione per fornirvi ogni chiarimento, informazione, materiale, che possa consentirvi di analizzare con i vostri soci il problema della tessera e l'inaccettabilità della sua sottoscrizione.
Confidiamo nella vostra comprensione e condivisione riguardo all'invito, sofferto, che vi stiamo rivolgendo.
NOI CHE NON SOTTOSCRIVEREMO NESSUNA TESSERA DEL TIFOSO, potremo comunque accedere a tutte le partite in casa con l'acquisto del biglietto nominativo.
Preghiamo tutti i presidenti di volerci esprimere il loro parere sia a riguardo della tessera, sia sulla decisione del loro club di non sottoscriverla o di accettarla.
Grazie.
Per il Direttivo del CCTC
Montiglio Marco, Liaj Renzo, Pecchenino Beatrice, Boccalatte Gianluca, Di Lecce Giuseppe, Di Mauro Davide,
Falzone Ivano, Favat Stefano, Galano Piero, Maggi Claudio, Mazzeo Francesco, Patrignani Mario, Pintus Ivan,
Pollano Davide, Randazzo Enzo, Sessa Ottavio
I Club del Toro
RomaGranata è con il CCTC e
contro la tessera del tifoso
Ci sono poche cose per cui valga la pena
ancora lottare: noi non molliamo
Sabato 19/06/2010,
durante la festa per il compleanno di Viterbo Granata, senza che
nessuno del club di Viterbo o di RomaGranata fosse a conoscenza
delle intenzioni, Pierpaolo Pesce presidente del club dei
Fedelissimi Granata ha annunciato la formazione, insieme ad altri
club d'Italia, di un coordinamento di club intenzionato ad
appoggiare le scelte societarie, anche in termini di adozione della
tessera del tifoso. RomaGranata (presente nelle persone di Giuseppe
di Lecce, Presidente e il vice Paolo Giuffré, Fabrizio Drivet e
altri soci del club), hanno apertamente dissentito con questa scelta
appoggiati dai componenti del Club di Viterbo Granata e dalla quasi
totalità degli altri presenti.
La scelta di questi club che si dissociano dalla
scelta del CCTC, NON E' la scelta di RomaGranata. RG è contrario,
dissente e aborra le intenzioni di questo nuovo coordinamento
filo-societario.
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO,
NO AI CLUB SERVI DEL PADRONE DI TURNO
Il Direttivo di RomaGranata
(Giuseppe di Lecce, Paolo Giuffré, Fabrizio Drivet, Paolo Monti,
Leonardo Daga)

L'ultima partita: Brescia-Torino 2-1
La conclusione inevitabile
Una stagione che inizia male,
continua male e finisce di conseguenza

Ci abbiamo creduto un po', sperato anche, ma in
fondo non abbiamo mai pensato che questo Toro potesse portare in
porto questa impresa senza una grossa mano della fortuna. Ma la
fortuna non è mai dalla parte nostra, e rimaniamo in B un altro
anno, sperando che la gestione sia meno dissennata di quella di
questo anno calcistico. Si ricomincia quindi, nel segno di un
manipolo di ragazzi appena venuti, di alcuni che vorremmo vedere
ancora e di qualcuno che non vorremo vedere più.
In realtà innanzitutto, credo molti abbiano avuto
se non altro una buona notizia questa sera: il passaggio di
Colantuono all'Atalanta. Tanta grinta, tanta energia, ma totale
incapacità tattica, una mancanza evidentissima anche in un
campionato di qualità non eccelsa come la serie cadetta. La squadra
è poi mancata in tante componenti, dalla tenuta tecnica alla tenuta
di squadra, la prima imputabile alla preparazione atletica impostata
dall'allenatore, la seconda dovuta agli errori di Foschi
nell'assemblaggio della squadra senza i fondi ai quali è
normalmente abituato.
Petrachi ha fatto un mezzo miracolo, siamo
riusciti ad arrivare alla finale dei play off e spero che di
miracoli ne faccia altri, da questo momento in poi perché solo
questo, con i fondi ridottissimi che Cairo metterà a disposizione,
se lo farà, sarà possibile tirare fuori il ragno dal buco. Le
prime mosse saranno quelle decisive, il blocco dei giocatori giusti,
la scelta di un allenatore capace, l'allontanamento di quei
giocatori che pesano sul bilancio del Toro molto più di quanto
rendono e di quanta voglia dimostrano. L'intenzione bellicosa di
Petrachi è di non tenere nemmeno in considerazione i giocatori che
non faranno parte del futuro progetto, inducendoli ad cercarsi una
nuova squadra pena l'esilio fuori squadra.
Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi
giorni, per adesso archiviamo questa stagione in parte da
dimenticare, prepariamoci per il prossimo anno, e che almeno ci sia
possibile vedere una squadra che gioca a pallone e che chi veste la
maglia granata sia degno della storia che indossa e dei tifosi che
li hanno seguiti ieri, oggi e li seguiranno sempre.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Comunicato dal Club RomaGranata
I tifosi del Toro meritano
rispetto
Il club ei suoi soci
manifestano tutta la loro indignazione per l'ultimo episodio di
calcio corrotto
Sono le 19.30 di giovedì 10 giugno 2010 , tempi di social network e di trasmissioni di dati in millesimi di secondo.
E i biglietti per il settore ospiti della finale dei play off di serie B, BRESCIA TORINO, sono irreperibili, persi nell'etere o forse nelle volontà extrasportive del solito potentato che tiene in pugno la baracca calcistica.
Un occhio tumefatto, un labbro spaccato e un'imprecazione, forse l'unico sfogo che un giocatore "capitano della sua anima" si può concedere a dispetto delle sviste (torti?) arbitrali subiti.
Potremmo andare indietro negli anni e nei ricordi e trovare decine di casi dove la pignoleria "legale e sportiva " riusciva a colpirci senza nessuno sconto. Ma è sufficiente guardare le ultime partite del campionato della serie B.
La maglietta di Martinez si allunga di tre centimetri e il goal si annulla, ma non possiamo non ricordarci la pacca sulla spalla a De Santis del cattivissimo Marinelli nel derby finito in otto.
E la " giustizia sportiva" come mannaia cala impietosa, come per la rissa con il Genoa,o la tremenda invasione di campo con il Milan dove i paladini della giustizia e i moralisti della domenica senza indugi ci hanno condannato alla gogna, al fallimento e a tutte le penalizzazioni possibili e immaginabili.
ORA BASTA.
SIA TOLTA LA SQUALIFICA A BIANCHI, SIA DATA AL TORO LA POSSIBILITA' DI GIOCARE AD ARMI PARI, SIA DATA LA POSSIBILITA' AI TIFOSI DEL TORO DI SEGUIRE LA SQUADRA. SIA RISPETTATO IL TORO E SIANO RISPETTATI TUTTI I TIFOSI DEL CALCIO.
Il direttivo di RomaGranata
e tutti i suoi soci

Torino-Brescia 0-0
Veleno
Ancora una volta una partita
farsa, organizzata per farci restare in B. Alla faccia della
sportività.
Stanno cercando di ammazzare il Toro con il
veleno, e il Brescia, società di omuncoli, è il killer designato.
Una squadra con un settore ospiti con capienza che manco il Modena,
che ha la capacità massima di mandare 500 tifosi in trasferta per
una finale playoff, che si mangia la promozione perdendo all'ultima
giornata, ecco la squadra perfetta. Se poi è costituita da un
gruppo di ometti, che si offrono per il gioco delle potenti squadre
di A a fare il lavoro sporco, tutto è perfetto, come in un film
poliziesco di bassa qualità.
Quello che fa veramente ribrezzo è la scarsa
qualità degli interpreti, a partire dall'arbitro Damato che cerca
di creare fin da subito un clima rovente non vedendo i continui e
violenti falli che vengono commessi su Bianchi, continuando con
Mareco e Possanzini che si ritengono addirittura penalizzati dalla
conduzione arbitrale, mostrando una faccia identica al loro deretano
sul quale meriterebbero tanti calci quanti nella loro vita ne hanno
dati ad un pallone.
La ciliegina infine: due uomini minuscoli, vicino
ai quali anche, che so, Giovannone farebbe una figura da grande
statista: Corioni e Maifredi, che corrono a chiamare mamma giudice
sportivo (un annoiato Giampaolo Tosel che probabilmente non avrà
visto che la sequenza con la bestemmia pronunciata da Bianchi,
trascurando il resto della partita) per far squalificare Rolandone
che dopo la terza gomitata non sanzionata ha proferito la sua giusta
bestemmia contro il Dio (o lo Zio, che dir si voglia) degli ingiusti
e dei maltrattati.
Ma la bestemmia vera è questo calcio, è una
squadra di omuncoli come il Brescia in A, sono Corioni e Maifredi
che chiedono e ottengono su commissione la squalifica di un
giocatore per un fatto simile, sono Mareco che cammina su un campo
di calcio, Possanzini che non viene inghiottito dall'inferno quando
dice il falso con una faccia di palta, è il mandato ad uccidere
delle squadre di A che non vogliono rinunciare ad i soldi che il
Toro otterrebbe se tornasse nella massima serie.
La vera bestemmia è la reazione da parte del
mondo del calcio, assolutamente nulla. Nulla sui giornali (tranne
quelli considerati di parte) nulla da parte delle trasmissioni,
nulla di nulla da parte della federazione calcio (dalla quale, dopo
lo schifo di calciopoli, è difficile aspettarsi qualcosa).
Non chiedete ai tifosi del Toro perché c'è la
violenza negli stadi. Atteggiamenti del genere da parte delle
istituzioni sportive un tempo avrebbero messo a fuoco una città.
Risorgeremo e voi, uomini piccoli piccoli affogherete nel sottile
strato di merda su cui naviga questa società non appena chi vi usa
deciderà che sulla piccola barca dei potenti non c'è più bisogno
di voi.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Torino-Sassuolo 1-1
Percorso ad ostacoli
Il Toro vuole la vittoria ma
raccoglie un pareggio sofferto. La prossima gara, come sempre, sarà
quella determinante.
La prossima. E' sempre la prossima quella importante.
Che sia una gara di campionato o degli spareggi, la regola è sempre
la stessa. Mai che riusciamo ad assestare un colpo vincente e
andiamo decisi all'obbiettivo. Una clamorosa svista di Loria ci
relega per buona parte della partita in una condizione sfavorevole,
ma importante per il Toro: in svantaggio almeno riusciamo a renderci
conto che bisogna segnare e lo facciamo, a tutti i costi, sfiancando
un Sassuolo stremato dagli infortuni e condizionato dai
cartellini.
E così riusciamo a rendere quanto dobbiamo:
costringiamo alle corde il Sassuolo che non esce più dalla sua
area, ma ci riserviamo di sferrare il cazzotto finale alla prossima
partita perché vincere la partita dell'andata in modo rotondo è
troppo facile, non è roba da Toro di questi tempi. La prossima
partita sarà quella determinante. Niente da dire, mai che riusciamo
ad annoiarci...
Non è stato un Toro da fantascienza ma, a parte
la perversione di Colantuono di invertire i ruoli delle ali, è
stato un Toro combattivo almeno nelle intenzioni, anche se privo di
decisione quando si trattava di concretizzare. La voglia di fare (e
spesso di strafare) era evidente fino nei difensori, Loria compreso,
che dopo il regalo al Sassuolo si è proposto in attacco che manco
Rolandone Bianchi. Voglia di strafare che spesso si è tradotta in
palle perse, anche in modo pericoloso, ma giocare con dieci
giocatori che fanno ognuno il ruolo di un altro, non è semplice.
Ad esempio, Genevier e Pestrin, il primo a
contenere e il secondo ad impostare (quando ad impostare non si
presentava addirittura Loria), Bianchi e Salgado a recuperare palle
a centrocampo, D'Aiello o Loria che ogni tanto partivano palla al
piede (con i risultati immaginabili) tentando di arrivare nella
metà campo avversaria e impostare. Uno dei pochi che ha fatto il
suo lavoro è stato Rubin, tutto sommato efficace sulla fascia, si
è prodotto in alcuni cross interessanti. E le riserve Statella e
Scaglia, a mio parere positivi (con tutti i limiti di chi ancora ha
giocato poco in questa squadra). La ciliegina sulla torta di
Colantuono dell'inserimento senza senso di Belinghieri, è la solita
mossa alla cazzo dell'allenatore granata, fortunatamente non lo
vedremo nella prossima stagione.
Insomma, a parte le contraddizioni tipiche di
questa squadra, ce la possiamo fare. Il secondo round del confronto
è tra pochi giorni e come li abbiamo messi alle corde nel finale
dell'andata, possiamo farlo anche al ritorno. Basta un gol, segnato
in un modo qualsiasi, per continuare a farci sperare.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Sassuolo-Torino 2-3
Rincorsa senza fine
Un buon Sassuolo ci fa
soffrire, nonostante la presenza sugli spalti di più tifosi del
Toro che dei neroverdi. Ma il Toro la spunta grazie alle parate di
Sereni.
Sofferenza indicibile, per l'ennesima volta,
nonostante fossimo andati al doppio vantaggio. Tanti tiri in porta
da parte di un motivatissimo Sassuolo contro un Toro nervoso e messo
in campo alla volemose bene, fa la differenza la classe di Sereni e
il colpo di classe di Gasbarroni, assente per una partita e venuto
fuori giusto il tempo per mettere la palla in rete con un pallonetto
straordinario.
Certo è che per complicarci la vita siamo
eccezionali. Ennesima partita finita in dieci, per una stupida
espulsione del solito Pestrin, ingiusta la seconda, meritata e
assolutamente evitabile la prima. La differenza che ci fa
conquistare i tre punti la fa anche il gran lavoro di Bianchi e di
Salgado, che se non altro riescono a mettere in apprensione la
retroguardia del Sassuolo pungendo al momento giusto. Ma tutta la
squadra lavora sopratutto di singoli e quando, sia pure per un fallo
laterale, è necessario un lavoro di squadra non improvvisato,
mostriamo tutti i limiti.
Lavoro di squadra necessario anche quando bisogna
far risalire la squadra palla a terra, senza rilanciare alla cazzo,
cosa impossibile per i granata. Il lavoro denso di carica agonistica
e di tensione e povero di tattica e di "Calcio" portato
avanti da Colantuono si vede tutto insieme ai limiti che questa
squadra mostra, rispetto alle blasonate (per modo di dire) ma anche
rispetto alle matricole.
E' vero, in molti casi gli avversari non fanno un
granché, ma oggi il Real Sassuolo è andato al tiro tantissime
volte e solo la bravura di Sereni ha potuto metterci una pezza. Sia
chiaro: i giocatori del Toro si impegnano e corrono ma questo non fa
che essere un'aggravante, ovvero che potremmo essere indubbiamente
in migliori condizioni per una serie A conquistata senza troppe
fatiche (e senza preliminari) e invece siamo qui, al quinto posto,
ancora tra coloro che sono sospesi e ancora con abbondanza di
defezioni dovute a infortuni, sui quali non possiamo farci molto, e
ad ammonizioni ed espulsioni che forse avremmo potuto evitare.
Qualche nota buona c'è, a parte Gasbarroni,
Sereni e Bianchi. Ad esempio il bel gol di Scaglia, meritevole di
maggiore considerazione, finalmente al posto di un Leòn
forzatamente fuori causa. E la buona prestazione di D'Aiello, che ha
una gran voglia di farsi vedere. Loria, Rivalta, D'Ambrosio e
Rubin hanno fatto un discreto lavoro (non hanno eccelso, anche a
causa della mancanza di filtro a centrocampo), Barusso si è dato da
fare un bel pò. Quasi sufficiente Genevier, sopratutto in
copertura, male in proposizione. Insufficiente Pestrin, nervoso e
limitato nei nervi e nella concentrazione, un peccato viste le
qualità che potrebbe mostrare.
Infine l'ennesima parola amara sull'arbitro. Ha
ammonito praticamente tutta la squadra, spesso in modo eccessivo,
mentre il Sassuolo avrebbe, con lo stesso metro di giudizio,
meritato qualche ammonizione in più. Ennesima prova da incompetente
da parte di un arbitro che mostra a malapena di valere la sua
categoria, mandato ad arbitrare la partite più importante della
settimana.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Crotone-Torino 1-0
Verso il capolinea
Purtroppo manca anche la
voglia di ottenere un qualsiasi risultato. I granata sono a corto di
voglia e fiato. E un modesto Crotone ringrazia.
Ennesima partita tra uno che fa poco e l'altro che
fa niente. E purtroppo quelli che fanno niente siamo noi. Tre tiri
in porta in tutta la partita: il primo di Gasbarroni allo scadere
del primo tempo, che invece di tirare immediatamente si aggiusta la
palla dando il tempo al portiere di avvicinarsi e di coprire tutta
la porta, e ribattuta di Arma proprio addosso al portiere steso per
terra; il secondo di Pestrin, che crossa un pallone che tutti
mancano e finisce sul palo; il terzo di Gasbarroni che a due passi
dalla porta non riesce nemmeno ad inquadrare lo specchio. Poi invece
allo scadere del secondo tempo quasi quasi non riusciamo a segnare
su spizzata di un difensore crotonese. Veramente poca roba, visto e
considerato che siamo andati in svantaggio il primo minuto del primo
tempo e quindi avevamo l'obbligo di fare qualcosa per riaddrizzare
il risultato.
E invece, a fare qualcosa (sempre prossimo al
niente, comunque) è il Crotone, che punzecchia sempre in
contropiede e nonostante tutto gioca nella nostra metà campo, non
merita il risultato ma lo ottiene comunque in virtù della rete
segnata a cavolo e che sempre riesce ai nostri avversari, liberi di
muoversi tra la difesa e i mediani come noi non riusciamo mai ad
essere.
Vista sui singoli, la situazione appare ancora
più drammatica. Andiamo in svantaggio al primo minuto eppure
passiamo più di metà della partita a giocare con una sola punta
della consistenza di Arma (volontà tanta ma assolutamente acerbo,
da folli pretendere che gestisca da solo il nostro attacco senza
rifornimenti) più Gasbarroni e le sue giocate che farebbero perdere
la pazienza anche ad un santo (quante volte Colantuono deve ancora
vederlo perdere palla tentando un dribbling sulla fascia...) e Leòn
che bisogna quasi ringraziare il cielo che un arbitro non degno del
suo ruolo l'abbia espulso e non ce lo ritroviamo la prossima
partita. L'honduregno ancora una volta si è dimostrato distratto, a
tratti volenteroso ma spesso inconcludente, spara palloni alla cazzo
verso la porta che inevitabilmente finiscono diversi metri sopra la
traversa, sprecando anche le poche possibilità su calcio da fermo
che ci vengono gentilmente offerte dalla difesa avversaria.
Non capisco come Colantuono possa ancora sperare
in una promozione. E' vero, siamo ancora lì a pochi punti dal sesto
posto, ma per andare in A bisogna innanzitutto segnare dei gol, e
inoltre bisogna anche vincere talvolta. Un pareggio, negli spareggi
per il terzo posto, ci condanna irrimediabilmente se partiamo da
sesta qualificata, e con il gioco mostrato in queste settimane
sembra addirittura difficile tenere testa a squadre come il
Cittadella o il Sassuolo, superiori a noi nella fase atletica. Tanti
interrogativi comunque permangono sull'allenatore dei granata: ormai
è in totale confusione e si incaponisce a schierare sempre gli
stessi giocatori non dando chances alle riserve nemmeno quando i
titolari mostrano palesi difficoltà a reggere il ritmo. D'Aiello
ormai è un tutt'uno con la panchina, Benedetti fa numero, Gorobsov
viene impiegato a tempo perso, e ieri è ricomparso Belinghieri, che
nello squallore delle prestazioni dei titolari si è persino
distinto per essere riuscito a passare qualche pallone.
La dimostrazione che era solo un problema di testa
e di voglia è venuta negli ultimi secondi della partita.
Praticamente un paio di minuti in attacco in 10 contro 11
cercando di riaggiustare la partita, cosa che avremmo dovuto fare
per il resto della partita, perché nonostante gli uomini ritenuti
scarsi il potenziale per giocarcela c'è. Speriamo nel ritorno di
Garofalo e Antonelli (e nella partenza di Leòn verso i mondiali,
due fantasisti indisponenti in campo sono troppi) e nella salute di
tutti i giocatori. Vediamo se i miracoli sono ancora possibili.
Un'ultima parola all'arbitro: incompetente,
indegno di arbitrare in serie B, incapace di gestire una partita che
non presentava nemmeno troppe difficoltà, incapace di essere
imparziale (sperando che non sia stato comprato). Ammonizioni
distribuite ai granata senza criterio, un'espulsione a Leòn che
invece richiedeva un'ammonizione al giocatore avversario. Insomma,
semplicemente vergognoso.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Torino-Cesena 1-1
Penultima fermata
Non costruiamo, il centrocampo
arranca, i fantasisti si perdono. Un lampo di Ogbonna e poi di
nuovo, l'ennesima disattenzione che ci condanna.
Proprio non vogliamo saperne nemmeno di essere
mediocri, non ci riusciamo contro un Cesena che non fa miracoli,
anzi a malapena fa un tiro in porta, e segna. Partita decisamente
noiosa, un tiro in porta da una parte e uno dall'altra, tutti e due
da palla inattiva, nel mezzo tanti errori (Genevier un disastro,
l'assenza di Pestrin che gli riduce l'impegno mentale e agonistico
si fa sentire eccome) e tanta indisponenza da parte dei fantasisti
Gasbarroni e Leòn che potrebbero essere la differenza, ma riescono
ad esserlo soltanto in negativo.
L'arbitraggio non è stato nemmeno scandaloso,
inutile attaccarsi a qualsiasi cosa, anche per Bianchi, praticamente
non pervenuto nonostante il suo furore agonistico che lo spinge a
lottare su ogni palla che non arriverà mai, come i falli a suo
favore e il compagno che deve prendere la spizzata. Niente. Solo
l'ammonizione che lo condanna a stare lontano da Crotone la prossima
settimana.
Eppure non me la sento di tirare la croce addosso
ai giocatori. Come sempre l'unica vittima delle mie imprecazioni è
Colantuono, che continua ad insistere sempre con la stessa
formazione, come se sistematicamente costruire una squadra con i
più forti voglia dire fare la squadra più forte. Ormai dovrebbe
averlo capito: Leòn e Gasba insieme dal primo minuto sono deleteri:
passano il tempo a cincischiare sul pallone dimenticandosi di
passare la palla, approfittando del fatto di avere molte occasioni
da giocare nell'intera partita e dimenticando che il tempo scorre
per tutti e la stanchezza pure, compresa quella mentale, che ti
impedisce di avere la lucidità sufficiente per fare il lancio
giusto per l'unica spizzata per partita che Bianchi riesce a
convertire in una probabile azione da rete.
Gasba e Leòn insieme dal primo minuto è una
scelta scellerata, lo ha dimostrato il Piacenza, lo ha dimostrato
anche la partita col Cesena. Gasbarroni ha fatto molto bene
entrando, nel passato, come prima sostituzione del secondo tempo,
quando gli avversari hanno già sprecato molta birra e il fantasista
può approfittarne con i suoi dribbling secchi, cosa che non gli
riesce di fare ad inizio partita quando gli avversari sono ancora
freschi e spesso anche più di lui. Leòn poi, non riesce più a
vedere la porta, nemmeno su punizione. Si impegna, si vede, ma la
sua classe indubbia non riesce a fare breccia se non si mette in
testa di essere più concreto.
La squadra è andata dietro queste prestazioni.
Praticamente, con Genevier che non beccava un passaggio giusto a
pagarlo, siamo stati costantemente assediati (peraltro in maniera
abbastanza infruttuosa per il Cesena, a parte la dormita della
difesa in occasione del gol) a parte una decina di minuti nel
secondo tempo prima del gol. Non abbiamo nemmeno lo spirito di
continuare ad attaccare per evitare di esserlo a nostra volta, le
gambe o lo spirito non reggono, difficile avere delle buone speranze
così.
Crotone penultima fermata, paradossalmente con una
squadra abbastanza in salute e che fa un discreto gioco, cosa che
noi non abbiamo nonostante gli interpreti. Ma per fare una squadra
ci vuole tempo, praticamente i nostri non si conoscono nemmeno, e si
vede benissimo quando cercano invano di passarsi la palla, anche
durante i falli laterali. Penultima fermata, o si arriva al
capolinea o si scende.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Torino-Piacenza 1-1
Non meritiamo
Buttiamo via tre punti nel
modo più stupido. Non chiudiamo la partita e il Piacenza
giustamente ci punisce.
Non meritiamo. Ed è un concetto generale, non
rivolto ad una sola partita, ma rivolto a tutto il campionato dei
granata. Come si fa a pensare di meritare la serie A giocando in
questo modo? Non chiudere una partita così vanificando puntualmente
ogni azione offensiva buttando davanti palloni a cavolo che poi
Bianchi non riesce a gestire, Leòn li gioca male o sbaglia passaggi
(o si incaponisce a tirare in porta anche quando la soluzione non è
nelle sue possibilità), Gasbarroni non passa mai il pallone
cercando solo la soluzione personale, perdendolo nella maggior parte
dei casi.
Strano a dirsi uno dei giocatori che ho visto
meglio stasera è stato Pià, spesso in grado di creare occasioni
con buoni dribbling e discreta corsa, anche se male servito dai
compagni e ovviamente non preparato al dialogo stretto con i
compagni essendo arrivato a gennaio. E Pià, guarda caso è stato
proprio il giocatore che viene sacrificato a fine partita,
sostituito da Scaglia, sostituzione che avviene dopo che era già
stato sostituito Leòn con Coppola, un centrocampista di rottura al
posto di un centrocampista offensivo: insomma, verso la fine della
partita Colantuono fa la solita mossa parecchio strategica di
chiudere la squadra in difesa lasciando solo Bianchi e uno stanco e
poco concludente Gasbarroni a cercare di far salire la squadra, con
il risultato che veniamo impallinati come piccioni a causa di una
palla gestita con la solita sufficienza che contraddistingue la
squadra. E' vero, possiamo anche considerarla sfortuna, ma dagli e
dagli, se non chiudi la partita prima o poi un gollonzo lo puoi
prendere (il gol del Piacenza, a memoria, è stato il secondo o
terzo tiro in porta serio). E perdi due punti che sono preziosi come
l'oro a questo punto del campionato, per il morale e per la
classifica.
Ancora poche partite. Sempre meno punti. Sempre
meno occasioni per conquistare una posizione di favore che siamo
riusciti a farci sfuggire per nulla. Anche la scorsa partita contro
il Lecce, abbiamo perso per aver fatto niente (un rigore regalato)
contro il quasi niente del Lecce (un rigore regalato ed un
rimpallo). E abbiamo perso come abbiamo meritato e come avrebbe
meritato anche il Lecce, quella era una partita da 0-0, ma non di
reti, di punti in classifica. Oggi abbiamo dimostrato
l'inconsistenza di una squadra che potrebbe ma non realizza, che
vorrebbe ma non corre e viene surclassata al livello atletico da una
squadra di mestieranti. Che ci mette sotto, come accade con la
maggior parte delle squadre di B, anche nelle rimesse laterali
nostre. Questa è la conclusione di un programma di squadra
sbagliato, che si tiene in piedi perché la qualità media, benché
sprecata dalla incapacità dell'allenatore, è superiore a quella
delle altre squadre.
Vorrei coltivare il sogno di una promozione anche
sofferta come puntualmente succede per ogni impresa del Toro, ma
ancora una volta bisognerà ricominciare daccapo a fine campionato,
qualsiasi sia il risultato, e tutto quello che eventualmente dovesse
essere conquistato con la promozione (i famosi 50 milioni promessi
dalla serie A) dovrà essere speso in modo oculato riscattando i
giocatori meritevoli e prendendo i giocatori giusti per un progetto
di squadra. Ma innanzitutto bisognerà rendere questa squadra capace
di correre e dare anche un motivo alla squadra per correre, una
struttura, un gioco. Cosa che Colantuono evidentemente non è in
grado di dare.
Forza Toro.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Torino-Triestina 1-0
Toro pazzo
Pestrin si fa buttare fuori e
lascia il Toro in 10 contro 11. Ma oggi non c'è storia, i ragazzi
del Toro vogliono vincere
Sembrerà una banalità, ma c'è una fondamentale
differenza tra coloro che vestono la maglia granata adesso e quelli
di qualche mese fa: per quelli di prima, l'importante era fare bene,
essere in campo, non demeritare, quando andava bene. Quelli di oggi,
vogliono vincere, vogliono compiere l'impresa, sono affamati di
vittorie e si vede benissimo, non mollano fino all'ultimo secondo e,
pur con una lucidità che va e viene, attaccano a testa bassa fino a
che la palla non finisce dentro la rete avversaria. Bisogna dare
merito a Petrachi per averci dato uomini così, averli scelti tra
quelli più vogliosi di dimostrare quanto valgono, gente che come
Garofalo sta facendo delle partite di assoluto livello, o come
D'Ambrosio, terzino in grado di arrivare sul fondo e capace di
crossare sia di destro che di sinistro. L'elenco dei gladiatori di
questa notte è lungo, comprende Barusso che corre per due, Genevier
che riesce a gestire un centrocampo formato da giocatori che non si
sono mai visti prima di qualche mese fa, Ogbonna e Loria, forti
atleticamente e baluardi in difesa vittime talvolta di qualche
svarione, ma che non lesinano mai impegno e lotta, "Don
Chichotte" Bianchi, uno che si batte e si fa continuamente fare
fallo sperando inutilmente nella concessione del fallo da parte
dell'arbitro, Matteo Sereni, chiamato una sola volta alla parata
miracolosa ma che risponde sempre "presente".
Insomma, un Toro di lottatori, che piace tanto a
noi tifosi granata, che vince all'ultimo giro di lancetta, che porta
il Toro lassù in classifica che quasi ci vengono le vertigini a
pensare dove eravamo solo qualche settimana fa. Una soddisfazione
incredibile nonostante non tutti i successi delle ultime partite
siano strameritati, nonostante il tasso tecnico dei giocatori sia
inferiore a quello del Toro di partenza di questa stagione,
nonostante le capacità di Colantuono di organizzare le manovre
della squadra siano quelle che sono. Ma non è il momento della
critica, come dice l'allenatore "adesso viene il bello",
ovvero adesso ci saranno tre partite importantissime contro Lecce,
Cesena e Sassuolo, partite in cui bisognerà fare appello a tutta la
voglia di vincere di cui i giocatori sono capaci, per restare lassù
e sognare un grandioso e insperato risultato per questa stagione.
Bisognerà però mantenere i nervi più saldi. La
testata di Pestrin a Pisano è stata una idiozia che poteva avere
conseguenze pesantissime. E' vero, Pisano ha provocato tantissimo
con il suo comportamento contro la sua ex squadra (ma il suo
cartellino è ancora del Toro...) ai limiti della bastardaggine, ma
non possiamo lasciarci andare a comportamenti simili a questo punto
della stagione. Ogni punto è fondamentale e bisogna resistere alle
tentazioni che l'agonismo porta (come quella di tirare un cartone in
faccia al bastardo di turno), i due punti in più di stasera possono
rivelarsi fondamentali a fine stagione. Sappiamo benissimo quanto
può favorire partire con qualche posizione di vantaggio andando ai
playoff e un'eventuale promozione diretta avrebbe un'importanza
fondamentale, sopratutto in termini di possibilità di
programmazione del mercato e dell'organizzazione della squadra per
la prossima stagione.
Ma l'importanza dell'idiozia non si ferma ai due
punti fortunatamente non persi. Pestrin si è rivelato fondamentale
a centrocampo perché in grado di liberare Genevier da una marcatura
assillante viste le capacità del pelato di gestire il gioco e di
passare la palla. In questo modo, il centrocampo avversario si deve
occupare anche di Pestrin e libera le possibilità del francese di
creare gioco. Fortunatamente Barusso è una carta valida a
disposizione (ancora in questa partita vicinissimo al gol), ma
l'importanza delle prossime partite è così grande che non si può
fare a meno di nessuno, e bisogna stare attenti nel gestire
l'agonismo durante la partita.
Ma guardiamo al prossimo futuro. E' vero anche che
in qualche occasione abbiamo vinto non meritando completamente la
vittoria (vedi contro la Reggina), ma chissenefrega. Gli ingredienti
che vogliamo in questa squadra ci sono (voglia di lottare, impegno),
poi se ogni tanto la buona sorte ci viene in soccorso per sdebitarsi
di parte di tutta quella sfiga che ci ha regalato negli anni
passati, beh, è il minimo che possa fare.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)

Reggina-Torino 1-2
La clemenza della Dea bendata
Non meritiamo, ma conquistiamo
tre punti preziosissimi. Siamo a due punti dal paradiso.
Un tiro di punizione fantastico di Garofalo fa da
cornice ad una prestazione degna di uno dei pochi artefici di questa
incredibile serie di successi del Toro, serie che speriamo si
prolunghi più possibile. Siamo in una posizione insperata, che vale
oro, che non dobbiamo sciupare assolutamente. Colantuono deve
trovare la via giusta per portare a termine questa difficilissima
missione, perché difficile è mettere insieme un gruppo di
giocatori che praticamente non si erano mai visti prima se non come
avversari.
Il Toro deve resistere, arrivare in fondo. Abbiamo
poche opportunità di avere un'altra occasione così ghiotta e
Colantuono deve scegliere gli uomini giusti per completare questa
maratona, un piccolo sforzo in più che vale più di una stagione,
visto l'interesse economico e non solo che c'è dietro la possibile
promozione.
E' doveroso stare con i piedi per terra però,
perché la prestazione di oggi è stata tutto tranne che
irresistibile e solo dopo il fortunoso gol di Bianchi i granata sono
usciti allo scoperto e sono riusciti ad impensierire la squadra
reggina. Fino a quel momento, i calabresi hanno meritato il
vantaggio e avrebbero potuto anche incrementarlo senza troppe
recriminazioni da parte nostra. Permane l'arbitraggio in gran parte
squilibrato da parte dell'arbitro, anche se alcuni indizi fanno
capire che si tratta in realtà di incompetenza (con la mala fede
l'arbitro avrebbe potuto sanzionare con il rigore un intervento in
area al limite della regolarità da parte di Rubin) che con la posta
in gioco oggi non dovrebbe essere possibile.
Ancora tanti errori da parte della squadra
granata, tante palle lanciate alla sperindìo, sopratutto nel primo
tempo. Anche un po' di sfortuna per l'infortunio di Zoboli e
Gasbarroni, quest'ultimo lo userei sempre con profitto nel secondo
tempo quando gli avversari sono stanchi, quando può essere più
efficace. Buona prova di Antonelli e Pestrin, miracolosa con alcune
ombre (in occasione del gol) da parte di Sereni, volitiva come al
solito di D'Ambrosio, discreta di Rubin, Loria, Bianchi
(perennemente sacrificato, in avanti a fare cose che non sa fare) e
Pià (cosa dire che non sia ancora stato detto) scarsa di Rivalta,
ancora una volta impiegato nel ruolo sbagliato, forse è fuori
forma.. Comunque, l'insieme di questi giocatori è mancata
sopratutto nell'amalgama, ancora molto scarsa. Cola non può farci
molto, ma l'inserimento degli uomini giusti è doveroso ed
estremamente importante in questo momento in cui le energie
scarseggiano e basta un niente per decidere una partita ed un
campionato.
Insomma, non abbiamo molte carte da giocare,
dobbiamo semplicemente giocarle al meglio che possiamo.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Toro-Ascoli 1-0
E' il Toro che vogliamo
Ancora qualche motivo per non
essere contenti, ma solo perché si vuole essere critici a tutti i
costi. Perché oggi il Toro è stato squadra, e può soltanto
migliorare
Poche cose da dire in attesa della prova del nove
della prossima domenica. Il Toro è stata squadra, e nonostante
alcune pecche che hanno permesso all'Ascoli di farsi vedere dalle
nostre parti, possiamo pensare che le gambe molli di alcuni
momenti della partita siano dovute all'alta posta in palio.
Tre punti pesanti, pesantissimi, colti proprio nel
terreno di casa, più ostico rispetto alla trasferta, in un momento
in cui siamo costretti ad alcune rinunce importanti (Leòn,
Gasbarroni a mezzo servizio, Barusso squalificato) e con molti
giocatori fondamentali come D'Ambrosio decisamente senza benzina.
Siamo primi nel girone di ritorno, obiettivo di Colantuono II, e
possiamo giocarcela quasi alla pari, se non fosse perché da scafati
granata sappiamo che ne dovremo vedere ancora di belle, arbitri
incapaci compresi.
Tre punti importanti per il morale e per la
classifica, che ci vede finalmente tra le prime sei, a pochi punti
dalle posizioni più importanti. Sognare non è peccato, speriamo
tanto che la tendenza positiva di queste ultime giornate abbia un
seguito, che le cose viste da Genevier, Garofalo, Antonelli, Pestrin
e tutti gli altri (compreso il grandissimo Ogbonna che oggi non ha
sbagliato niente e Sereni fondamentale nelle uniche due volte in cui
ha dovuto impegnarsi) si riconfermino nelle prossime giornate.
Tante belle notizie insomma, e un modulo semplice
che sembra finalmente appreso, con pochi lanci a scavalcare il
centrocampo (e il risultato si è visto benissimo) e tanti minuti
con la palla al piede e senza che venga buttata. Positivissima la
prova di Gasbarroni che ha cambiato ancora una volta il volto della
partita, bella la prova di Pià (più concreto rispetto alle prove
precedenti) e di Arma (si vede che sa giocare e che ha avuto
purtroppo poche occasioni di farsi vedere). Bianchi ha fatto la
solita prova di fatica e sacrificio, poca benzina anche per lui ma
riesce a muoversi molto meglio (ovviamente) quando davanti non c'è
solo lui. Se Genevier riesce a segnare è anche merito suo che si
incolla tutti i difensori.
E' vero, ci sono ancora tanti errori (passaggi
banali sbagliati, sopratutto) ai quali bisogna porre rimedio e per i
quali l'unica giustificazione è la stanchezza dei giocatori. Sono
errori che possono capovolgere la partita se finiscono nei piedi
dell'avversario sbagliato. Ma la squadra sta crescendo e si vede.
Poche cose, semplici ma buone: quel di cui è capace Colantuono
sembra essere finalmente apparso (finalmente ripeto, stavo
disperando di poter vedere qualche risultato).
Sotto con le prossime, e manteniamo saldi
attributi (raccomandazione per i giocatori) e coronarie
(raccomandazione per noi). Ne avremo MOLTO bisogno...
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei
firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Le immagini sono tratte dalla fotogallery del sito ufficiale del
Torino FC

Modena-Torino 0-2
Toro contro tutti
Nonostante in tanti si impegnino per farlo perdere, il Toro espugna Modena e ritorna vicino alla quota per i playoff
Una vittoria voluta, combattuta da tutti in campo, tutti uniti nonostante l'arbitro e nonostante le scelte di
Colantuono, nonostante i granata giochino più con il cuore che con la testa. L'ennesimo scempio arbitrale su cui una società di calcio che conta tanti tifosi non può difendersi in alcun modo, o non sa difendersi al livello societario.
Non si tratta di episodi, il comportamento arbitrale delle ultime gare è da associazione a delinquere, parziale come l'atteggiamento di un tifoso, tanto squilibrato che persino il commentatore di Dahlia non può fare a meno di notarlo (e stiamo parlando di uno che confonde Genevier con
Pestrin, non so se mi spiego). Barusso è stato espulso a causa di due non-falli, era generoso verso i padroni di casa persino la concessione del fallo, figuriamoci l'ammonizione e quella successiva che ha causato l'espulsione. Per non parlare poi della serie di falli su Bianchi, qualcuno poteva essere trascurato, qualcuno poteva essere considerato un'esagerazione di Bianchi, ma altri erano sacrosanti e dovevano essere dati e solo un arbitro parziale poteva non vederli. Certo non si è arrivati all'esagerazione della scorsa settimana, quando Bianchi è stato preso a gomitate in faccia per tutta la partita senza che l'arbitro desse un solo fallo contro i difensori anconetani. Siamo abituati a giocare contro la malasorte, adesso bisognerà imparare anche a giocare contro chi si accanisce contro la squadra granata, compreso gran parte degli arbitri che incontra il Toro quando questo va in trasferta.
A parte arbitri e intenzioni di Colantuono, qualche buona notizia c'è. Ad un Modena non irresistibile si è opposto un Toro abbastanza quadrato, in cui sono spiccate le doti di D'Ambrosio, Garofalo e
Barusso, bellissime invenzioni di Petrachi, e la crescita di
Genevier, sempre più capace di dire la sua a centrocampo. E' sempre inguardabile il modo in cui il Toro costruisce le proprie azioni (incredibile il fatto di avere cinque centrocampisti e poi scegliere di saltarlo completamente con dei lunghi lanci da parte di Sereni verso Bianchi, che poi si deve fare un mazzo così a conquistare e mantenere la palla, cosa MAI riuscita durante tutto l'arco della partita. Suscita inoltre ancora apprensione il modo in cui Sereni gestisce l'area piccola (non esce mai, mai) però San Matteo tra i pali è stato eccezionale durante la partita di Sabato.
Zoboli e Ogbonna da migliorare, sopratutto il primo, il secondo dovrebbe eliminare l'errore puntuale di ogni partita, poi diventerà un grande giocatore, durissimo lavoro per Bianchi che deve sobbarcarsi tutto il lavoro dell'attacco e prendere botte a destra e a manca senza nemmeno la soddisfazione di riuscire a realizzare qualcosa. Oltremodo colpevole, a questo proposito, il continuo lanciare la palla da parte di Sereni alla
SperoInBianchi, che però essendo solo non può che spizzarla per i difensori avversari. Le uniche occasioni in cui Rolando riesce a combinare qualcosa è quando i difensori del Modena, ormai esausti del movimento dell'attaccante granata, gli permettono di stopparla di petto, caso più unico che raro.
Sta di fatto che abbiamo visto il movimento da attaccante di D'Ambrosio e sono ansioso di vederlo ancora in quei panni. Peccato non avere un altro terzino destro che possa permettere al terzino granata di giocare qualche volta come ala, credo che potrebbe fare proprio bene, sopratutto in fase di conclusione. Sono soddisfazioni, piccole soddisfazioni, ma che piacciono tanto ai tifosi granata.
Leonardo
Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a
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firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Le immagini sono tratte dalla fotogallery del sito ufficiale del
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