Le pagine di  RomaGranata
Lo statuto di RomaGranata
Attività del Club
Il Consiglio Direttivo
La nascita di RomaGranata
Organizzazione Trasferte
Contatta il Club
  
Le News di RomaGranata
Il sito finalmente online
La presenza in curva Maratona 
I commenti alle partite passate (2007-2008)
Le feste torneo di RomaGranata 
Ia Festa Torneo di RomaGranata
II Festa Torneo RomaGranata: "Finché morte non ci separi" e cena ad Ariccia
Cuore RomaGranata
che batte 
Centro Coordinamento Toro Club
RomaGranata In Maratona
Le Trasferte degli anni precedenti
Intervista di Eandi a RG
La cena dell'assemblea
La cena di RomaGranata
Il Centenario del Toro
Frammenti di Storia del Toro 
Gli immortali


I Club del Toro
CCTC contro la tessera del tifoso 


Cari presidenti, segretari e soci dei club del CCTC, 

oggi ci rivolgiamo a voi per una battaglia che dovrebbe accomunarci tutti, che va al di là di coloro che ritengono che cairo abbia fatto il suo tempo, oppure debba essere lasciato serenamente lavorare. 

Stiamo parlando della tessera del tifoso. Non vogliamo in questo momento tediarvi con infinite considerazioni e con spiegazioni approfondite riguardo a cosa sia, come funzioni e in quali modi venga ad incidere sulla libertà personale di ciascuno di noi. Non vogliamo nemmeno entrare nel dettaglio tecnico che riguarda l'immenso giro di denaro che verrà portato alle banche e a chissà quale altro soggetto dall'applicazione di questo sistema. In merito alle suddette questioni, sul sito dell'associazione www.cctoroclubs.it trovate tutte le informazioni delle quali potreste avere bisogno. In alternativa potete chiederci informazioni via mail all’indirizzo cctoroclubs@gmail.com 

Quello che vogliamo dirvi, con il massimo fervore, è che sta per iniziare la prima campagna abbonamenti nell'era della tessera del tifoso, questo provvedimento NON è una legge dello stato, come detto anche da cairo nell'ultima intervista. E' semplicemente un invito che arriva dall'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive. Le società potrebbero, senza timore alcuno di sanzioni, rifiutarsi di sottoscriverla. 

Nel corso della prossima campagna abbonamenti a ciascun tifoso verrà richiesto di sottoscrivere la tessera al momento della richiesta dell'abbonamento. Non sarà possibile abbonarsi in alcun settore senza la tessera. 

Riteniamo che un'imposizione di questo genere, specie se mascherata da provvedimento volto a garantire maggior sicurezza, pur non introducendo alcuna novità in quest'ottica rispetto al biglietto nominativo, sia assolutamente inaccettabile. 

Pertanto vi rendiamo partecipi della nostra decisione di NON sottoscrivere l'abominio della tessera del tifoso e di conseguenza, pur con grande amarezza di NON sottoscrivere l'abbonamento. Comprendiamo a perfezione quanto questa scelta possa essere dolorosa, ma è una scelta che non ha alternative, in quanto riteniamo che non sia accettabile, come cittadini, sottoporsi ad un simile abuso. 

Siamo a disposizione per fornirvi ogni chiarimento, informazione, materiale, che possa consentirvi di analizzare con i vostri soci il problema della tessera e l'inaccettabilità della sua sottoscrizione. Confidiamo nella vostra comprensione e condivisione riguardo all'invito, sofferto, che vi stiamo rivolgendo. 

NOI CHE NON SOTTOSCRIVEREMO NESSUNA TESSERA DEL TIFOSO, potremo comunque accedere a tutte le partite in casa con l'acquisto del biglietto nominativo.  Preghiamo tutti i presidenti di volerci esprimere il loro parere sia a riguardo della tessera, sia sulla decisione del loro club di non sottoscriverla o di accettarla. 

Grazie. 

Per il Direttivo del CCTC 

Montiglio Marco, Liaj Renzo, Pecchenino Beatrice, Boccalatte Gianluca, Di Lecce Giuseppe, Di Mauro Davide, Falzone Ivano, Favat Stefano, Galano Piero, Maggi Claudio, Mazzeo Francesco, Patrignani Mario, Pintus Ivan, 
Pollano Davide, Randazzo Enzo, Sessa Ottavio


I Club del Toro
RomaGranata è con il CCTC e contro la tessera del tifoso 

Ci sono poche cose per cui valga la pena ancora lottare: noi non molliamo 

Sabato 19/06/2010, durante la festa per il compleanno di Viterbo Granata, senza che nessuno del club di Viterbo o di RomaGranata fosse a conoscenza delle intenzioni, Pierpaolo Pesce presidente del club dei Fedelissimi Granata ha annunciato la formazione, insieme ad altri club d'Italia, di un coordinamento di club intenzionato ad appoggiare le scelte societarie, anche in termini di adozione della tessera del tifoso. RomaGranata (presente nelle persone di Giuseppe di Lecce, Presidente e il vice Paolo Giuffré, Fabrizio Drivet e altri soci del club), hanno apertamente dissentito con questa scelta appoggiati dai componenti del Club di Viterbo Granata e dalla quasi totalità degli altri presenti.

La scelta di questi club che si dissociano dalla scelta del CCTC, NON E' la scelta di RomaGranata. RG è contrario, dissente e aborra le intenzioni di questo nuovo coordinamento filo-societario.

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO,
NO AI CLUB SERVI DEL PADRONE DI TURNO

Il Direttivo di RomaGranata (Giuseppe di Lecce, Paolo Giuffré, Fabrizio Drivet, Paolo Monti, Leonardo Daga)


L'ultima partita: Brescia-Torino 2-1
La conclusione inevitabile 
Una stagione che inizia male, continua male e finisce di conseguenza 

Ci abbiamo creduto un po', sperato anche, ma in fondo non abbiamo mai pensato che questo Toro potesse portare in porto questa impresa senza una grossa mano della fortuna. Ma la fortuna non è mai dalla parte nostra, e rimaniamo in B un altro anno, sperando che la gestione sia meno dissennata di quella di questo anno calcistico. Si ricomincia quindi, nel segno di un manipolo di ragazzi appena venuti, di alcuni che vorremmo vedere ancora e di qualcuno che non vorremo vedere più.

In realtà innanzitutto, credo molti abbiano avuto se non altro una buona notizia questa sera: il passaggio di Colantuono all'Atalanta. Tanta grinta, tanta energia, ma totale incapacità tattica, una mancanza evidentissima anche in un campionato di qualità non eccelsa come la serie cadetta. La squadra è poi mancata in tante componenti, dalla tenuta tecnica alla tenuta di squadra, la prima imputabile alla preparazione atletica impostata dall'allenatore, la seconda dovuta agli errori di Foschi nell'assemblaggio della squadra senza i fondi ai quali è normalmente abituato.

Petrachi ha fatto un mezzo miracolo, siamo riusciti ad arrivare alla finale dei play off e spero che di miracoli ne faccia altri, da questo momento in poi perché solo questo, con i fondi ridottissimi che Cairo metterà a disposizione, se lo farà, sarà possibile tirare fuori il ragno dal buco. Le prime mosse saranno quelle decisive, il blocco dei giocatori giusti, la scelta di un allenatore capace, l'allontanamento di quei giocatori che pesano sul bilancio del Toro molto più di quanto rendono e di quanta voglia dimostrano. L'intenzione bellicosa di Petrachi è di non tenere nemmeno in considerazione i giocatori che non faranno parte del futuro progetto, inducendoli ad cercarsi una nuova squadra pena l'esilio fuori squadra.

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni, per adesso archiviamo questa stagione in parte da dimenticare, prepariamoci per il prossimo anno, e che almeno ci sia possibile vedere una squadra che gioca a pallone e che chi veste la maglia granata sia degno della storia che indossa e dei tifosi che li hanno seguiti ieri, oggi e li seguiranno sempre.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Comunicato dal Club RomaGranata
I tifosi del Toro meritano rispetto 
Il club ei suoi soci manifestano tutta la loro indignazione per l'ultimo episodio di calcio corrotto 

Sono le 19.30 di giovedì 10 giugno 2010 , tempi di social network e di trasmissioni di dati in millesimi di secondo.
E i biglietti per il settore ospiti della finale dei play off di serie B, BRESCIA TORINO, sono irreperibili, persi nell'etere o forse nelle volontà extrasportive del solito potentato che tiene in pugno la baracca calcistica.
Un occhio tumefatto, un labbro spaccato e un'imprecazione, forse l'unico sfogo che un giocatore "capitano della sua anima" si può concedere a dispetto delle sviste (torti?) arbitrali subiti.
Potremmo andare indietro negli anni e nei ricordi e trovare decine di casi dove la pignoleria "legale e sportiva " riusciva a colpirci senza nessuno sconto. Ma è sufficiente guardare le ultime partite del campionato della serie B. 
La maglietta di Martinez si allunga di tre centimetri e il goal si annulla, ma non possiamo non ricordarci la pacca sulla spalla a De Santis del cattivissimo Marinelli nel derby finito in otto.
E la " giustizia sportiva" come mannaia cala impietosa, come per la rissa con il Genoa,o la tremenda invasione di campo con il Milan dove i paladini della giustizia e i moralisti della domenica senza indugi ci hanno condannato alla gogna, al fallimento e a tutte le penalizzazioni possibili e immaginabili.

ORA BASTA.
SIA TOLTA LA SQUALIFICA A BIANCHI, SIA DATA AL TORO LA POSSIBILITA' DI GIOCARE AD ARMI PARI, SIA DATA LA POSSIBILITA' AI TIFOSI DEL TORO DI SEGUIRE LA SQUADRA. SIA RISPETTATO IL TORO E SIANO RISPETTATI TUTTI I TIFOSI DEL CALCIO.


Il direttivo di RomaGranata 
e tutti i suoi soci


Torino-Brescia 0-0
Veleno 
Ancora una volta una partita farsa, organizzata per farci restare in B. Alla faccia della sportività.

Stanno cercando di ammazzare il Toro con il veleno, e il Brescia, società di omuncoli, è il killer designato. Una squadra con un settore ospiti con capienza che manco il Modena, che ha la capacità massima di mandare 500 tifosi in trasferta per una finale playoff, che si mangia la promozione perdendo all'ultima giornata, ecco la squadra perfetta. Se poi è costituita da un gruppo di ometti, che si offrono per il gioco delle potenti squadre di A a fare il lavoro sporco, tutto è perfetto, come in un film poliziesco di bassa qualità.   

Quello che fa veramente ribrezzo è la scarsa qualità degli interpreti, a partire dall'arbitro Damato che cerca di creare fin da subito un clima rovente non vedendo i continui e violenti falli che vengono commessi su Bianchi, continuando con Mareco e Possanzini che si ritengono addirittura penalizzati dalla conduzione arbitrale, mostrando una faccia identica al loro deretano sul quale meriterebbero tanti calci quanti nella loro vita ne hanno dati ad un pallone.

La ciliegina infine: due uomini minuscoli, vicino ai quali anche, che so, Giovannone farebbe una figura da grande statista: Corioni e Maifredi, che corrono a chiamare mamma giudice sportivo (un annoiato Giampaolo Tosel che probabilmente non avrà visto che la sequenza con la bestemmia pronunciata da Bianchi, trascurando il resto della partita) per far squalificare Rolandone che dopo la terza gomitata non sanzionata ha proferito la sua giusta bestemmia contro il Dio (o lo Zio, che dir si voglia) degli ingiusti e dei maltrattati.

Ma la bestemmia vera è questo calcio, è una squadra di omuncoli come il Brescia in A, sono Corioni e Maifredi che chiedono e ottengono su commissione la squalifica di un giocatore per un fatto simile, sono Mareco che cammina su un campo di calcio, Possanzini che non viene inghiottito dall'inferno quando dice il falso con una faccia di palta, è il mandato ad uccidere delle squadre di A che non vogliono rinunciare ad i soldi che il Toro otterrebbe se tornasse nella massima serie.

La vera bestemmia è la reazione da parte del mondo del calcio, assolutamente nulla. Nulla sui giornali (tranne quelli considerati di parte) nulla da parte delle trasmissioni, nulla di nulla da parte della federazione calcio (dalla quale, dopo lo schifo di calciopoli, è difficile aspettarsi qualcosa).  

Non chiedete ai tifosi del Toro perché c'è la violenza negli stadi. Atteggiamenti del genere da parte delle istituzioni sportive un tempo avrebbero messo a fuoco una città. Risorgeremo e voi, uomini piccoli piccoli affogherete nel sottile strato di merda su cui naviga questa società non appena chi vi usa deciderà che sulla piccola barca dei potenti non c'è più bisogno di voi.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)
(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)  


Torino-Sassuolo 1-1
Percorso ad ostacoli 
Il Toro vuole la vittoria ma raccoglie un pareggio sofferto. La prossima gara, come sempre, sarà quella determinante.  

La prossima. E' sempre la prossima quella importante. Che sia una gara di campionato o degli spareggi, la regola è sempre la stessa. Mai che riusciamo ad assestare un colpo vincente e andiamo decisi all'obbiettivo. Una clamorosa svista di Loria ci relega per buona parte della partita in una condizione sfavorevole, ma importante per il Toro: in svantaggio almeno riusciamo a renderci conto che bisogna segnare e lo facciamo, a tutti i costi, sfiancando un Sassuolo stremato dagli infortuni e condizionato dai cartellini. 

E così riusciamo a rendere quanto dobbiamo: costringiamo alle corde il Sassuolo che non esce più dalla sua area, ma ci riserviamo di sferrare il cazzotto finale alla prossima partita perché vincere la partita dell'andata in modo rotondo è troppo facile, non è roba da Toro di questi tempi. La prossima partita sarà quella determinante. Niente da dire, mai che riusciamo ad annoiarci...

Non è stato un Toro da fantascienza ma, a parte la perversione di Colantuono di invertire i ruoli delle ali, è stato un Toro combattivo almeno nelle intenzioni, anche se privo di decisione quando si trattava di concretizzare. La voglia di fare (e spesso di strafare) era evidente fino nei difensori, Loria compreso, che dopo il regalo al Sassuolo si è proposto in attacco che manco Rolandone Bianchi. Voglia di strafare che spesso si è tradotta in palle perse, anche in modo pericoloso, ma giocare con dieci giocatori che fanno ognuno il ruolo di un altro, non è semplice.

Ad esempio, Genevier e Pestrin, il primo a contenere e il secondo ad impostare (quando ad impostare non si presentava addirittura Loria), Bianchi e Salgado a recuperare palle a centrocampo, D'Aiello o Loria che ogni tanto partivano palla al piede (con i risultati immaginabili) tentando di arrivare nella metà campo avversaria e impostare. Uno dei pochi che ha fatto il suo lavoro è stato Rubin, tutto sommato efficace sulla fascia, si è prodotto in alcuni cross interessanti. E le riserve Statella e Scaglia, a mio parere positivi (con tutti i limiti di chi ancora ha giocato poco in questa squadra). La ciliegina sulla torta di Colantuono dell'inserimento senza senso di Belinghieri, è la solita mossa alla cazzo dell'allenatore granata, fortunatamente non lo vedremo nella prossima stagione.

Insomma, a parte le contraddizioni tipiche di questa squadra, ce la possiamo fare. Il secondo round del confronto è tra pochi giorni e come li abbiamo messi alle corde nel finale dell'andata, possiamo farlo anche al ritorno. Basta un gol, segnato in un modo qualsiasi, per continuare a farci sperare.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Sassuolo-Torino 2-3
Rincorsa senza fine
Un buon Sassuolo ci fa soffrire, nonostante la presenza sugli spalti di più tifosi del Toro che dei neroverdi. Ma il Toro la spunta grazie alle parate di Sereni.

Sofferenza indicibile, per l'ennesima volta, nonostante fossimo andati al doppio vantaggio. Tanti tiri in porta da parte di un motivatissimo Sassuolo contro un Toro nervoso e messo in campo alla volemose bene, fa la differenza la classe di Sereni e il colpo di classe di Gasbarroni, assente per una partita e venuto fuori giusto il tempo per mettere la palla in rete con un pallonetto straordinario.

Certo è che per complicarci la vita siamo eccezionali. Ennesima partita finita in dieci, per una stupida espulsione del solito Pestrin, ingiusta la seconda, meritata e assolutamente evitabile la prima. La differenza che ci fa conquistare i tre punti la fa anche il gran lavoro di Bianchi e di Salgado, che se non altro riescono a mettere in apprensione la retroguardia del Sassuolo pungendo al momento giusto. Ma tutta la squadra lavora sopratutto di singoli e quando, sia pure per un fallo laterale, è necessario un lavoro di squadra non improvvisato, mostriamo tutti i limiti. 

Lavoro di squadra necessario anche quando bisogna far risalire la squadra palla a terra, senza rilanciare alla cazzo, cosa impossibile per i granata. Il lavoro denso di carica agonistica e di tensione e povero di tattica e di "Calcio" portato avanti da Colantuono si vede tutto insieme ai limiti che questa squadra mostra, rispetto alle blasonate (per modo di dire) ma anche rispetto alle matricole.

E' vero, in molti casi gli avversari non fanno un granché, ma oggi il Real Sassuolo è andato al tiro tantissime volte e solo la bravura di Sereni ha potuto metterci una pezza. Sia chiaro: i giocatori del Toro si impegnano e corrono ma questo non fa che essere un'aggravante, ovvero che potremmo essere indubbiamente in migliori condizioni per una serie A conquistata senza troppe fatiche (e senza preliminari) e invece siamo qui, al quinto posto, ancora tra coloro che sono sospesi e ancora con abbondanza di defezioni dovute a infortuni, sui quali non possiamo farci molto, e ad ammonizioni ed espulsioni che forse avremmo potuto evitare.

Qualche nota buona c'è, a parte Gasbarroni, Sereni e Bianchi. Ad esempio il bel gol di Scaglia, meritevole di maggiore considerazione, finalmente al posto di un Leòn forzatamente fuori causa. E la buona prestazione di D'Aiello, che ha una gran voglia di farsi vedere. Loria, Rivalta, D'Ambrosio  e Rubin hanno fatto un discreto lavoro (non hanno eccelso, anche a causa della mancanza di filtro a centrocampo), Barusso si è dato da fare un bel pò. Quasi sufficiente Genevier, sopratutto in copertura, male in proposizione. Insufficiente Pestrin, nervoso e limitato nei nervi e nella concentrazione, un peccato viste le qualità che potrebbe mostrare.

Infine l'ennesima parola amara sull'arbitro. Ha ammonito praticamente tutta la squadra, spesso in modo eccessivo, mentre il Sassuolo avrebbe, con lo stesso metro di giudizio, meritato qualche ammonizione in più. Ennesima prova da incompetente da parte di un arbitro che mostra a malapena di valere la sua categoria, mandato ad arbitrare la partite più importante della settimana.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Crotone-Torino 1-0
Verso il capolinea
Purtroppo manca anche la voglia di ottenere un qualsiasi risultato. I granata sono a corto di voglia e fiato. E un modesto Crotone ringrazia.

Ennesima partita tra uno che fa poco e l'altro che fa niente. E purtroppo quelli che fanno niente siamo noi. Tre tiri in porta in tutta la partita: il primo di Gasbarroni allo scadere del primo tempo, che invece di tirare immediatamente si aggiusta la palla dando il tempo al portiere di avvicinarsi e di coprire tutta la porta, e ribattuta di Arma proprio addosso al portiere steso per terra; il secondo di Pestrin, che crossa un pallone che tutti mancano e finisce sul palo; il terzo di Gasbarroni che a due passi dalla porta non riesce nemmeno ad inquadrare lo specchio. Poi invece allo scadere del secondo tempo quasi quasi non riusciamo a segnare su spizzata di un difensore crotonese. Veramente poca roba, visto e considerato che siamo andati in svantaggio il primo minuto del primo tempo e quindi avevamo l'obbligo di fare qualcosa per riaddrizzare il risultato.

E invece, a fare qualcosa (sempre prossimo al niente, comunque) è il Crotone, che punzecchia sempre in contropiede e nonostante tutto gioca nella nostra metà campo, non merita il risultato ma lo ottiene comunque in virtù della rete segnata a cavolo e che sempre riesce ai nostri avversari, liberi di muoversi tra la difesa e i mediani come noi non riusciamo mai ad essere.

Vista sui singoli, la situazione appare ancora più drammatica. Andiamo in svantaggio al primo minuto eppure passiamo più di metà della partita a giocare con una sola punta della consistenza di Arma (volontà tanta ma assolutamente acerbo, da folli pretendere che gestisca da solo il nostro attacco senza rifornimenti) più Gasbarroni e le sue giocate che farebbero perdere la pazienza anche ad un santo (quante volte Colantuono deve ancora vederlo perdere palla tentando un dribbling sulla fascia...) e Leòn che bisogna quasi ringraziare il cielo che un arbitro non degno del suo ruolo l'abbia espulso e non ce lo ritroviamo la prossima partita. L'honduregno ancora una volta si è dimostrato distratto, a tratti volenteroso ma spesso inconcludente, spara palloni alla cazzo verso la porta che inevitabilmente finiscono diversi metri sopra la traversa, sprecando anche le poche possibilità su calcio da fermo che ci vengono gentilmente offerte dalla difesa avversaria.

Non capisco come Colantuono possa ancora sperare in una promozione. E' vero, siamo ancora lì a pochi punti dal sesto posto, ma per andare in A bisogna innanzitutto segnare dei gol, e inoltre bisogna anche vincere talvolta. Un pareggio, negli spareggi per il terzo posto, ci condanna irrimediabilmente se partiamo da sesta qualificata, e con il gioco mostrato in queste settimane sembra addirittura difficile tenere testa a squadre come il Cittadella o il Sassuolo, superiori a noi nella fase atletica. Tanti interrogativi comunque permangono sull'allenatore dei granata: ormai è in totale confusione e si incaponisce a schierare sempre gli stessi giocatori non dando chances alle riserve nemmeno quando i titolari mostrano palesi difficoltà a reggere il ritmo. D'Aiello ormai è un tutt'uno con la panchina, Benedetti fa numero, Gorobsov viene impiegato a tempo perso, e ieri è ricomparso Belinghieri, che nello squallore delle prestazioni dei titolari si è persino distinto per essere riuscito a passare qualche pallone. 

La dimostrazione che era solo un problema di testa e di voglia è venuta negli ultimi secondi della partita. Praticamente un paio di minuti in attacco in 10 contro 11  cercando di riaggiustare la partita, cosa che avremmo dovuto fare per il resto della partita, perché nonostante gli uomini ritenuti scarsi il potenziale per giocarcela c'è. Speriamo nel ritorno di Garofalo e Antonelli (e nella partenza di Leòn verso i mondiali, due fantasisti indisponenti in campo sono troppi) e nella salute di tutti i giocatori. Vediamo se i miracoli sono ancora possibili.

Un'ultima parola all'arbitro: incompetente, indegno di arbitrare in serie B, incapace di gestire una partita che non presentava nemmeno troppe difficoltà, incapace di essere imparziale (sperando che non sia stato comprato). Ammonizioni distribuite ai granata senza criterio, un'espulsione a Leòn che invece richiedeva un'ammonizione al giocatore avversario. Insomma, semplicemente vergognoso. 

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Torino-Cesena 1-1
Penultima fermata
Non costruiamo, il centrocampo arranca, i fantasisti si perdono. Un lampo di Ogbonna e poi di nuovo, l'ennesima disattenzione che ci condanna.

 

Proprio non vogliamo saperne nemmeno di essere mediocri, non ci riusciamo contro un Cesena che non fa miracoli, anzi a malapena fa un tiro in porta, e segna. Partita decisamente noiosa, un tiro in porta da una parte e uno dall'altra, tutti e due da palla inattiva, nel mezzo tanti errori (Genevier un disastro, l'assenza di Pestrin che gli riduce l'impegno mentale e agonistico si fa sentire eccome) e tanta indisponenza da parte dei fantasisti Gasbarroni e Leòn che potrebbero essere la differenza, ma riescono ad esserlo soltanto in negativo. 

L'arbitraggio non è stato nemmeno scandaloso, inutile attaccarsi a qualsiasi cosa, anche per Bianchi, praticamente non pervenuto nonostante il suo furore agonistico che lo spinge a lottare su ogni palla che non arriverà mai, come i falli a suo favore e il compagno che deve prendere la spizzata. Niente. Solo l'ammonizione che lo condanna a stare lontano da Crotone la prossima settimana.

Eppure non me la sento di tirare la croce addosso ai giocatori. Come sempre l'unica vittima delle mie imprecazioni è Colantuono, che continua ad insistere sempre con la stessa formazione, come se sistematicamente costruire una squadra con i più forti voglia dire fare la squadra più forte. Ormai dovrebbe averlo capito: Leòn e Gasba insieme dal primo minuto sono deleteri: passano il tempo a cincischiare sul pallone dimenticandosi di passare la palla, approfittando del fatto di avere molte occasioni da giocare nell'intera partita e dimenticando che il tempo scorre per tutti e la stanchezza pure, compresa quella mentale, che ti impedisce di avere la lucidità sufficiente per fare il lancio giusto per l'unica spizzata per partita che Bianchi riesce a convertire in una probabile azione da rete.

Gasba e Leòn insieme dal primo minuto è una scelta scellerata, lo ha dimostrato il Piacenza, lo ha dimostrato anche la partita col Cesena. Gasbarroni ha fatto molto bene entrando, nel passato, come prima sostituzione del secondo tempo, quando gli avversari hanno già sprecato molta birra e il fantasista può approfittarne con i suoi dribbling secchi, cosa che non gli riesce di fare ad inizio partita quando gli avversari sono ancora freschi e spesso anche più di lui. Leòn poi, non riesce più a vedere la porta, nemmeno su punizione. Si impegna, si vede, ma la sua classe indubbia non riesce a fare breccia se non si mette in testa di essere più concreto.

La squadra è andata dietro queste prestazioni. Praticamente, con Genevier che non beccava un passaggio giusto a pagarlo, siamo stati costantemente assediati (peraltro in maniera abbastanza infruttuosa per il Cesena, a parte la dormita della difesa in occasione del gol) a parte una decina di minuti nel secondo tempo prima del gol. Non abbiamo nemmeno lo spirito di continuare ad attaccare per evitare di esserlo a nostra volta, le gambe o lo spirito non reggono, difficile avere delle buone speranze così.

Crotone penultima fermata, paradossalmente con una squadra abbastanza in salute e che fa un discreto gioco, cosa che noi non abbiamo nonostante gli interpreti. Ma per fare una squadra ci vuole tempo, praticamente i nostri non si conoscono nemmeno, e si vede benissimo quando cercano invano di passarsi la palla, anche durante i falli laterali. Penultima fermata, o si arriva al capolinea o si scende.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Torino-Piacenza 1-1
Non meritiamo
Buttiamo via tre punti nel modo più stupido. Non chiudiamo la partita e il Piacenza giustamente ci punisce.

 

Non meritiamo. Ed è un concetto generale, non rivolto ad una sola partita, ma rivolto a tutto il campionato dei granata. Come si fa a pensare di meritare la serie A giocando in questo modo? Non chiudere una partita così vanificando puntualmente ogni azione offensiva buttando davanti palloni a cavolo che poi Bianchi non riesce a gestire, Leòn li gioca male o sbaglia passaggi (o si incaponisce a tirare in porta anche quando la soluzione non è nelle sue possibilità), Gasbarroni non passa mai il pallone cercando solo la soluzione personale, perdendolo nella maggior parte dei casi.

Strano a dirsi uno dei giocatori che ho visto meglio stasera è stato Pià, spesso in grado di creare occasioni con buoni dribbling e discreta corsa, anche se male servito dai compagni e ovviamente non preparato al dialogo stretto con i compagni essendo arrivato a gennaio. E Pià, guarda caso è stato proprio il giocatore che viene sacrificato a fine partita, sostituito da Scaglia, sostituzione che avviene dopo che era già stato sostituito Leòn con Coppola, un centrocampista di rottura al posto di un centrocampista offensivo: insomma, verso la fine della partita Colantuono fa la solita mossa parecchio strategica di chiudere la squadra in difesa lasciando solo Bianchi e uno stanco e poco concludente Gasbarroni a cercare di far salire la squadra, con il risultato che veniamo impallinati come piccioni a causa di una palla gestita con la solita sufficienza che contraddistingue la squadra. E' vero, possiamo anche considerarla sfortuna, ma dagli e dagli, se non chiudi la partita prima o poi un gollonzo lo puoi prendere (il gol del Piacenza, a memoria, è stato il secondo o terzo tiro in porta serio). E perdi due punti che sono preziosi come l'oro a questo punto del campionato, per il morale e per la classifica.

Ancora poche partite. Sempre meno punti. Sempre meno occasioni per conquistare una posizione di favore che siamo riusciti a farci sfuggire per nulla. Anche la scorsa partita contro il Lecce, abbiamo perso per aver fatto niente (un rigore regalato) contro il quasi niente del Lecce (un rigore regalato ed un rimpallo). E abbiamo perso come abbiamo meritato e come avrebbe meritato anche il Lecce, quella era una partita da 0-0, ma non di reti, di punti in classifica. Oggi abbiamo dimostrato l'inconsistenza di una squadra che potrebbe ma non realizza, che vorrebbe ma non corre e viene surclassata al livello atletico da una squadra di mestieranti. Che ci mette sotto, come accade con la maggior parte delle squadre di B, anche nelle rimesse laterali nostre. Questa è la conclusione di un programma di squadra sbagliato, che si tiene in piedi perché la qualità media, benché sprecata dalla incapacità dell'allenatore, è superiore a quella delle altre squadre.

Vorrei coltivare il sogno di una promozione anche sofferta come puntualmente succede per ogni impresa del Toro, ma ancora una volta bisognerà ricominciare daccapo a fine campionato, qualsiasi sia il risultato, e tutto quello che eventualmente dovesse essere conquistato con la promozione (i famosi 50 milioni promessi dalla serie A) dovrà essere speso in modo oculato riscattando i giocatori meritevoli e prendendo i giocatori giusti per un progetto di squadra. Ma innanzitutto bisognerà rendere questa squadra capace di correre e dare anche un motivo alla squadra per correre, una struttura, un gioco. Cosa che Colantuono evidentemente non è in grado di dare. 
Forza Toro.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)



Torino-Triestina 1-0 
Toro pazzo
Pestrin si fa buttare fuori e lascia il Toro in 10 contro 11. Ma oggi non c'è storia, i ragazzi del Toro vogliono vincere 

Sembrerà una banalità, ma c'è una fondamentale differenza tra coloro che vestono la maglia granata adesso e quelli di qualche mese fa: per quelli di prima, l'importante era fare bene, essere in campo, non demeritare, quando andava bene. Quelli di oggi, vogliono vincere, vogliono compiere l'impresa, sono affamati di vittorie e si vede benissimo, non mollano fino all'ultimo secondo e, pur con una lucidità che va e viene, attaccano a testa bassa fino a che la palla non finisce dentro la rete avversaria. Bisogna dare merito a Petrachi per averci dato uomini così, averli scelti tra quelli più vogliosi di dimostrare quanto valgono, gente che come Garofalo sta facendo delle partite di assoluto livello, o come D'Ambrosio, terzino in grado di  arrivare sul fondo e capace di crossare sia di destro che di sinistro. L'elenco dei gladiatori di questa notte è lungo, comprende Barusso che corre per due, Genevier che riesce a gestire un centrocampo formato da giocatori che non si sono mai visti prima di qualche mese fa, Ogbonna e Loria, forti atleticamente e baluardi in difesa vittime talvolta di qualche svarione, ma che non lesinano mai impegno e lotta, "Don Chichotte" Bianchi, uno che si batte e si fa continuamente fare fallo sperando inutilmente nella concessione del fallo da parte dell'arbitro, Matteo Sereni, chiamato una sola volta alla parata miracolosa ma che risponde sempre "presente".  

Insomma, un Toro di lottatori, che piace tanto a noi tifosi granata, che vince all'ultimo giro di lancetta, che porta il Toro lassù in classifica che quasi ci vengono le vertigini a pensare dove eravamo solo qualche settimana fa. Una soddisfazione incredibile nonostante non tutti i successi delle ultime partite siano strameritati, nonostante il tasso tecnico dei giocatori sia inferiore a quello del Toro di partenza di questa stagione, nonostante le capacità di Colantuono di organizzare le manovre della squadra siano quelle che sono. Ma non è il momento della critica, come dice l'allenatore "adesso viene il bello", ovvero adesso ci saranno tre partite importantissime contro Lecce, Cesena e Sassuolo, partite in cui bisognerà fare appello a tutta la voglia di vincere di cui i giocatori sono capaci, per restare lassù e sognare un grandioso e insperato risultato per questa stagione.

Bisognerà però mantenere i nervi più saldi. La testata di Pestrin a Pisano è stata una idiozia che poteva avere conseguenze pesantissime. E' vero, Pisano ha provocato tantissimo con il suo comportamento contro la sua ex squadra (ma il suo cartellino è ancora del Toro...) ai limiti della bastardaggine, ma non possiamo lasciarci andare a comportamenti simili a questo punto della stagione. Ogni punto è fondamentale e bisogna resistere alle tentazioni che l'agonismo porta (come quella di tirare un cartone in faccia al bastardo di turno), i due punti in più di stasera possono rivelarsi fondamentali a fine stagione. Sappiamo benissimo quanto può favorire partire con qualche posizione di vantaggio andando ai playoff e un'eventuale promozione diretta avrebbe un'importanza fondamentale, sopratutto in termini di possibilità di programmazione del mercato e dell'organizzazione della squadra per la prossima stagione. 

Ma l'importanza dell'idiozia non si ferma ai due punti fortunatamente non persi. Pestrin si è rivelato fondamentale a centrocampo perché in grado di liberare Genevier da una marcatura assillante viste le capacità del pelato di gestire il gioco e di passare la palla. In questo modo, il centrocampo avversario si deve occupare anche di Pestrin e libera le possibilità del francese di creare gioco. Fortunatamente Barusso è una carta valida a disposizione (ancora in questa partita vicinissimo al gol), ma l'importanza delle prossime partite è così grande che non si può fare a meno di nessuno, e bisogna stare attenti nel gestire l'agonismo durante la partita. 

Ma guardiamo al prossimo futuro. E' vero anche che in qualche occasione abbiamo vinto non meritando completamente la vittoria (vedi contro la Reggina), ma chissenefrega. Gli ingredienti che vogliamo in questa squadra ci sono (voglia di lottare, impegno), poi se ogni tanto la buona sorte ci viene in soccorso per sdebitarsi di parte di tutta quella sfiga che ci ha regalato negli anni passati, beh, è il minimo che possa fare.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)


Reggina-Torino 1-2 
La clemenza della Dea bendata
Non meritiamo, ma conquistiamo tre punti preziosissimi. Siamo a due punti dal paradiso.

Un tiro di punizione fantastico di Garofalo fa da cornice ad una prestazione degna di uno dei pochi artefici di questa incredibile serie di successi del Toro, serie che speriamo si prolunghi più possibile. Siamo in una posizione insperata, che vale oro, che non dobbiamo sciupare assolutamente. Colantuono deve trovare la via giusta per portare a termine questa difficilissima missione, perché difficile è mettere insieme un gruppo di giocatori che praticamente non si erano mai visti prima se non come avversari. 

Il Toro deve resistere, arrivare in fondo. Abbiamo poche opportunità di avere un'altra occasione così ghiotta e Colantuono deve scegliere gli uomini giusti per completare questa maratona, un piccolo sforzo in più che vale più di una stagione, visto l'interesse economico e non solo che c'è dietro la possibile promozione.

E' doveroso stare con i piedi per terra però, perché la prestazione di oggi è stata tutto tranne che irresistibile e solo dopo il fortunoso gol di Bianchi i granata sono usciti allo scoperto e sono riusciti ad impensierire la squadra reggina. Fino a quel momento, i calabresi hanno meritato il vantaggio e avrebbero potuto anche incrementarlo senza troppe recriminazioni da parte nostra. Permane l'arbitraggio in gran parte squilibrato da parte dell'arbitro, anche se alcuni indizi fanno capire che si tratta in realtà di incompetenza (con la mala fede l'arbitro avrebbe potuto sanzionare con il rigore un intervento in area al limite della regolarità da parte di Rubin) che con la posta in gioco oggi non dovrebbe essere possibile.

Ancora tanti errori da parte della squadra granata, tante palle lanciate alla sperindìo, sopratutto nel primo tempo. Anche un po' di sfortuna per l'infortunio di Zoboli e Gasbarroni, quest'ultimo lo userei sempre con profitto nel secondo tempo quando gli avversari sono stanchi, quando può essere più efficace. Buona prova di Antonelli e Pestrin, miracolosa con alcune ombre (in occasione del gol) da parte di Sereni, volitiva come al solito di D'Ambrosio, discreta di Rubin, Loria, Bianchi (perennemente sacrificato, in avanti a fare cose che non sa fare) e Pià (cosa dire che non sia ancora stato detto) scarsa di Rivalta, ancora una volta impiegato nel ruolo sbagliato, forse è fuori forma.. Comunque, l'insieme di questi giocatori è mancata sopratutto nell'amalgama, ancora molto scarsa. Cola non può farci molto, ma l'inserimento degli uomini giusti è doveroso ed estremamente importante in questo momento in cui le energie scarseggiano e basta un niente per decidere una partita ed un campionato.

Insomma, non abbiamo molte carte da giocare, dobbiamo semplicemente giocarle al meglio che possiamo.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Toro-Ascoli 1-0 
E' il Toro che vogliamo
Ancora qualche motivo per non essere contenti, ma solo perché si vuole essere critici a tutti i costi. Perché oggi il Toro è stato squadra, e può soltanto migliorare

Poche cose da dire in attesa della prova del nove della prossima domenica. Il Toro è stata squadra, e nonostante alcune pecche che hanno permesso all'Ascoli di farsi vedere dalle nostre parti, possiamo pensare che le gambe molli di  alcuni momenti della partita siano dovute all'alta posta in palio.

Tre punti pesanti, pesantissimi, colti proprio nel terreno di casa, più ostico rispetto alla trasferta, in un momento in cui siamo costretti ad alcune rinunce importanti (Leòn, Gasbarroni a mezzo servizio, Barusso squalificato) e con molti giocatori fondamentali come D'Ambrosio decisamente senza benzina. Siamo primi nel girone di ritorno, obiettivo di Colantuono II, e possiamo giocarcela quasi alla pari, se non fosse perché da scafati granata sappiamo che ne dovremo vedere ancora di belle, arbitri incapaci compresi. 

Tre punti importanti per il morale e per la classifica, che ci vede finalmente tra le prime sei, a pochi punti dalle posizioni più importanti. Sognare non è peccato, speriamo tanto che la tendenza positiva di queste ultime giornate abbia un seguito, che le cose viste da Genevier, Garofalo, Antonelli, Pestrin e tutti gli altri (compreso il grandissimo Ogbonna che oggi non ha sbagliato niente e Sereni fondamentale nelle uniche due volte in cui ha dovuto impegnarsi) si riconfermino nelle prossime giornate.

Tante belle notizie insomma, e un modulo semplice che sembra finalmente appreso, con pochi lanci a scavalcare il centrocampo (e il risultato si è visto benissimo) e tanti minuti con la palla al piede e senza che venga buttata. Positivissima la prova di Gasbarroni che ha cambiato ancora una volta il volto della partita, bella la prova di Pià (più concreto rispetto alle prove precedenti) e di Arma (si vede che sa giocare e che ha avuto purtroppo poche occasioni di farsi vedere). Bianchi ha fatto la solita prova di fatica e sacrificio, poca benzina anche per lui ma riesce a muoversi molto meglio (ovviamente) quando davanti non c'è solo lui. Se Genevier riesce a segnare è anche merito suo che si incolla tutti i difensori.

E' vero, ci sono ancora tanti errori (passaggi banali sbagliati, sopratutto) ai quali bisogna porre rimedio e per i quali l'unica giustificazione è la stanchezza dei giocatori. Sono errori che possono capovolgere la partita se finiscono nei piedi dell'avversario sbagliato. Ma la squadra sta crescendo e si vede. Poche cose, semplici ma buone: quel di cui è capace Colantuono sembra essere finalmente apparso (finalmente ripeto, stavo disperando di poter vedere qualche risultato).

Sotto con le prossime, e manteniamo saldi attributi (raccomandazione per i giocatori) e coronarie (raccomandazione per noi). Ne avremo MOLTO bisogno...

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Le immagini sono tratte dalla fotogallery del sito ufficiale del Torino FC


Modena-Torino 0-2 
Toro contro tutti
Nonostante in tanti si impegnino per farlo perdere, il Toro espugna Modena e ritorna vicino alla quota per i playoff

Una vittoria voluta, combattuta da tutti in campo, tutti uniti nonostante l'arbitro e nonostante le scelte di Colantuono, nonostante i granata giochino più con il cuore che con la testa. L'ennesimo scempio arbitrale su cui una società di calcio che conta tanti tifosi non può difendersi in alcun modo, o non sa difendersi al livello societario. 
Non si tratta di episodi, il comportamento arbitrale delle ultime gare è da associazione a delinquere, parziale come l'atteggiamento di un tifoso, tanto squilibrato che persino il commentatore di Dahlia non può fare a meno di notarlo (e stiamo parlando di uno che confonde Genevier con Pestrin, non so se mi spiego). Barusso è stato espulso a causa di due non-falli, era generoso verso i padroni di casa persino la concessione del fallo, figuriamoci l'ammonizione e quella successiva che ha causato l'espulsione. Per non parlare poi della serie di falli su Bianchi, qualcuno poteva essere trascurato, qualcuno poteva essere considerato un'esagerazione di Bianchi, ma altri erano sacrosanti e dovevano essere dati e solo un arbitro parziale poteva non vederli. Certo non si è arrivati all'esagerazione della scorsa settimana, quando Bianchi è stato preso a gomitate in faccia per tutta la partita senza che l'arbitro desse un solo fallo contro i difensori anconetani. Siamo abituati a giocare contro la malasorte, adesso bisognerà imparare anche a giocare contro chi si accanisce contro la squadra granata, compreso gran parte degli arbitri che incontra il Toro quando questo va in trasferta.
A parte arbitri e intenzioni di Colantuono, qualche buona notizia c'è. Ad un Modena non irresistibile si è opposto un Toro abbastanza quadrato, in cui sono spiccate le doti di D'Ambrosio, Garofalo e Barusso, bellissime invenzioni di Petrachi, e la crescita di Genevier, sempre più capace di dire la sua a centrocampo. E' sempre inguardabile il modo in cui il Toro costruisce le proprie azioni (incredibile il fatto di avere cinque centrocampisti e poi scegliere di saltarlo completamente con dei lunghi lanci da parte di Sereni verso Bianchi, che poi si deve fare un mazzo così a conquistare e mantenere la palla, cosa MAI riuscita durante tutto l'arco della partita. Suscita inoltre ancora apprensione il modo in cui Sereni gestisce l'area piccola (non esce mai, mai) però San Matteo tra i pali è stato eccezionale durante la partita di Sabato. 
Zoboli e Ogbonna da migliorare, sopratutto il primo, il secondo dovrebbe eliminare l'errore puntuale di ogni partita, poi diventerà un grande giocatore, durissimo lavoro per Bianchi che deve sobbarcarsi tutto il lavoro dell'attacco e prendere botte a destra e a manca senza nemmeno la soddisfazione di riuscire a realizzare qualcosa. Oltremodo colpevole, a questo proposito, il continuo lanciare la palla da parte di Sereni alla SperoInBianchi, che però essendo solo non può che spizzarla per i difensori avversari. Le uniche occasioni in cui Rolando riesce a combinare qualcosa è quando i difensori del Modena, ormai esausti del movimento dell'attaccante granata, gli permettono di stopparla di petto, caso più unico che raro.
Sta di fatto che abbiamo visto il movimento da attaccante di D'Ambrosio e sono ansioso di vederlo ancora in quei panni. Peccato non avere un altro terzino destro che possa permettere al terzino granata di giocare qualche volta come ala, credo che potrebbe fare proprio bene, sopratutto in fase di conclusione. Sono soddisfazioni, piccole soddisfazioni, ma che piacciono tanto ai tifosi granata.

Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

(ogni riflessione relativa a questo pezzo è unicamente frutto della opinione personale dei firmatari e non riflette necessariamente il punto di vista del Club)
Le immagini sono tratte dalla fotogallery del sito ufficiale del Torino FC

 


Appuntamenti
Appuntamento a Norcia   

Insieme al CCTC, per discutere della tessera del tifoso, per vedere la nuova squadra al lavoro 

 

Cogliendo l'occasione del ritiro della squadra a Norcia, attraverso l'attiva organizzazione del TC Jesi, si svolgerà un incontro aperto a tutti i club aderenti e a coloro che desidereranno parteciparvi, per discutere riguardo a tutte le importanti questioni che stanno costellando questa primissima fase di stagione.
Dalla tessera del tifoso, alla contestazione al Presidente Cairo (mantenendo comunque immutato il sostegno alla squadra) e a tutto quanto ci sarà l'occasione di discutere.
L'incontro si svolgerà sabato 24 luglio, intorno alle ore 11.00 a Norcia.
Vi comunicheremo il luogo e l'ora precisa dell'incontro nei prossimi giorni.
All'incontro saranno presenti il Presidente del CCTC Marco Montiglio e diversi consiglieri.
Invitiamo tutti a partecipare

Per ulteriori informazioni a riguardo dell'organizzazione dell'evento potete contattare il numero 347-3906404. Per l'organizzazione della presenza del club di RomaGranata all'evento, contattare Giuseppe, 340 6725 735 (eventi@romagranata.it) 


Vita di RomaGranata
Una giornata fortunata

Il pranzo e la partita: successo insperato

E' vero che siamo molto in credito con la fortuna, ma la giornata di oggi, tra i timori di un pranzo difficile da organizzare per il momento del Toro (è da tenere conto che nel momento in cui è stato pensato il pranzo, il Toro stagnava tra la 10ima e la 12ima posizione), e la partita scelta (la Reggina a Reggio è sempre stata un osso durissimo) non era certo la migliore scelta per organizzare una rimpatriata. Se si considera poi la concomitanza con altri fattori (domenica delle Palme, elezioni regionali), sperare in una buona riuscita era come puntare su un cavallo sconosciuto.

Sta di fatto che tutto è andato per il meglio: Toro che con un po' di fortuna vince contro la  Reggina, quasi tutti presenti, compresi gli amici del Toro Club di Viterbo, una buona mangiata in compagnia e tanta allegria. Cosa vuoi di più da una giornata così?
Leonardo Daga, RomaGranata (leonardo.daga@romagranata.it)

 


Vita di RomaGranata
Lettera al CCTC e alla dirigenza del 
Torino FC


Il club di RomaGranata, nelle persone del direttivo e dei soci, comunica quanto segue.

RomaGranata condivide nel senso e nel merito le scelte operate dal CCTC e auspica l'unione dei tifosi nella speranza di avere una risposta dalla squadra e dalla società adeguate alle aspettative di noi tifosi. 

L'augurio è che per il prossimo futuro la presenza dei tifosi allo stadio sia più compatta possibile allo scopo di sostenere la squadra, mantenendo però un atteggiamento estremamente critico nei confronti della società e chiedendo sempre con maggiore forza di perseguire gli obiettivi fondamentali di una gestione nei fatti professionistica della società e della squadra.

Nei confronti della società il messaggio sia chiaro: "Il Re è nudo", ovvero, i vantaggi ottenuti da Cairo dal momento in cui ha acquistato il titolo sportivo del Torino Calcio sono sotto gli occhi di tutti (visibilità mediatica, incremento degli introiti pubblicitari per la Cairo Communication) e per quanto siamo a lui grati per lo sforzo proferito per ricostruire la squadra e portarla di nuovo ad alti livelli, chiediamo che adesso sia fatto ANCHE l'interesse del nostro Toro. 

Chiediamo, in breve, di smettere di dissipare le già ridotte risorse della società in investimenti improvvisati come direttori sportivi con incarichi di mercato ma senza portafoglio, allenatori sbagliati e giocatori che anche ad un occhio non esperto sono chiaramente non più utili o non adatti alla causa del Torino. 

Alcuni passi positivi sono stati fatti in questa direzione con l'acquisizione a titolo seppur molto limitato nel tempo del DS Petrachi e del TM Ferri, ma è altresì importantissimo porre le basi per la costruzione di un futuro sostenibile per il Torino FC basato su un settore giovanile adeguato alla storia del Toro e un maggior impegno per far pressione sugli enti istituzionali per una veloce risoluzione dei problemi relativi alla ricostruzione del Filadelfia.

Così non fosse, chiediamo al Presidente Cairo di farsi da parte e restituire il Toro ai tifosi, mettendo in vendita la società ad un prezzo equo e non speculativo.

Il direttivo di RomaGranata
Presidente: Giuseppe di Lecce
Vicepresidente: Paolo Giuffré
Segretario e tesoriere: Leonardo Daga
Membri del direttivo: Fabrizio Drivet, Paolo Monti e David Belli


Vita di RomaGranata
Un nuovo presidente per RomaGranata

Il direttivo di RomaGranata è lieto di annunciare che Giuseppe di Lecce è il nuovo presidente di RomaGranata, eletto all'unanimità dei voti dei presenti al direttivo del giorno 19 Gennaio 2010. Paolo Giuffré viene eletto come vicepresidente, mentre Leonardo Daga viene confermato al ruolo di segretario e tesoriere. Membri del direttivo, eletti il giorno 12 Dicembre 2009 sono Fabrizio Drivet, Paolo Monti e David Belli. 
Il direttivo ringrazia il presidente uscente Enrico Venesia, ricordando il lavoro e il contributo per gli anni precedenti alla nascita e alla crescita del club di RomaGranata, menzionando in particolare lo spirito con il quale in tempi difficili per la squadra ha portato il club ad essere presente in tutti gli stadi d'Italia.

Direttivo


Vita di RomaGranata
Le immagini della trasferta a Frosinone

E' stata una bella trasferta, con gli amici di Latina che ci hanno accolto per un mini torneo - vinto da loro, manco a dirlo - e poi a pranzo tutti insieme. E' stata una bella giornata da ricordare come quelle che vorresti avere sempre quando vai a vedere una partita in trasferta, una di quelle che se uno straniero dovesse vederla gli verrebbe da ridere a pensare alla tessera del tifoso. 

Organizzazione precisa, quattro calci ad un pallone, bambini che giocano tra di noi e portano contenti i nostri simboli, a pranzo tutto insieme con scambio di saluti e di promesse per iniziative sul Toro, poi tutti in macchina e carovana verso lo stadio. Arrivati poi allo stadio si entra e si esce senza aspettare ore (certo, si vede che l'organizzazione del Frosinone non è proprio impeccabile, ma meglio le cose arrangiate che quelle volutamente farraginose) e tranne i due soliti insulti tra tifoserie avversarie, niente da registrare.

Vorremmo andasse sempre così, ogni trasferta. Ci sono delle società di calcio che stanno proponendo (e stanno già attuando) misure per abbattere le barriere tra tifosi e non avere la polizia nello stadio. Questa è l'immagine di un futuro migliore, anche se sembra impossibile, è quello che vorremmo tutti.


Leonardo Daga, Segreteria di RomaGranata

Vita di RomaGranata
Nuova sede per il Club di RomaGranata

Per l'annata 2009-2010, il club di RomaGranata sposterà la propria sede nella zona del Torrino (contattateci per l'indirizzo preciso). Il luogo è gestito da un tifoso del Toro ed è dotato di una sala per vedere la partita che può contenere una trentina di persone, e una sala con un biliardo dove ci si può distrarre parlando di Toro.

Leonardo Daga 
Eventi di RomaGranata
III Torneo e festa di RomaGranata: Latina riporta a casa il Trofeo

Quello che il Torino FC non ci può dare, ce lo dà il Toro che portiamo dentro. La felicità di una giornata passata insieme a giocare, divertirci con amici, parenti, mogli e figli, tutto insieme nel nome del Toro. Una bella festa culminata con la cena, durante la quale è stata premiata la forte squadra di Latina, risultata vincitrice del girone all'Italiana che ha visto le squadre di RomaGranataI seconda e terza quella di Torino (con molti inserti da Roma e dintorni), squadra vincitrice anche del premio disciplina.

Il trofeo passa quindi meritatamente nelle mani del presidente del Club di Latina Carlo Carturan, consegnato dalle mani di Giovanni Ottobrino con tanto di bollino del club di Viterbo vincitore della II edizione. A breve verranno pubblicate le classifiche e i calendari con risultati completi e marcatori: per adesso notifichiamo la vittoria della classifica cannonieri da parte di Mauro Rubba, che più di una persona avrebbe voluto oggi al posto di Ventola, avrebbe sicuramente fatto meglio.

Qui alcune foto per ricordare la giornata.

 

Leonardo Daga
Segretario di RomaGranata

I Link di RomaGranata

Indice del forum
       
   
RomaGranata online
La mailing list di RomaGranata
RomaGranata su TN
              
Le attività di RomaGranata
Il Calci8 a Roma
              
RomaGranata 
è club ufficiale 
riconosciuto 
dal Torino F.C.

Questa pagina è stata visitata  volte

RomaGranata Web House - Per ogni informazione sul sito web, invia una e-mail a info@romagranata.it