In riferimento all’articolo pubblicato qualche giorno fa a proposito del progetto del Mantova United (link all’articolo), pubblico qui i chiarimenti che mi sono stati gentilmente offerti da Alessandro Martorelli, uno dei fondatori del progetto nonché attuale presidente del Comitato Promotore dell’Azionariato Popolare Mantova Calcio, che ringrazio molto. Qui le sue risposte:
“Volevo approfittare di questa mail per dare chiarimenti sulle questioni che Lei ha richiesto a riguardo.
1) ho scelto personalmente la forma sociale della Cooperativa per Azioni per evitare che chiunque potesse scalare la società, così da legarla al territorio e ai tifosi. Per Cedere la proprietà di una cooperativa bisogna mettere d’accordo sulla “cessione” i 2/3 degli aventi diritto al voto in assemblea Straordinaria, che dovrebbero trasformare la Coop. in SPA e solo successivamente un magnate avrebbe la possibilità di comprarsi il pacchetto di maggioranza.
2) il socio può cambiare ogni anno la propria quota associativa senza perdere le azioni possedute, l’unica cosa che cambia se uno passa da una quota VIP alla quota Simpatia è il diritto agli sconti sul Materiale FC. La quota associativa più alta è stata pensata nell’applicazione del principio della progressione contributiva (chi ha di più è giusto che contribuisca in misura maggiore di chi ha di meno alla propria collettività).
3) La coop non ha fini di lucro quindi gli utili che la coop fa devono essere reinvestiti nella coop stessa, quindi tutte le attività collaterali (Ristoranti etc) porterebbero semplicemente più liquidità allo United per portare avanti la causa sportiva e la crescita dei Ristoranti stessi. Questo è un obiettivo di lunghissimo termine.
4) la coop è gestita da volontari NON pagati (tutto il CDA è composto da volontari). Solo nel caso di missioni estra provincia (per esempio l’assemblea di febbraio degli azionariati popolari italiani) si può venire rimborsati. Le uniche spese che la coop sostiene sono quelle per il proprio funzionamento (es Notaio, Commercialista etc).
5) la coop sostiene le spese extra statuto solo per mezzo di sponsorizzazioni (ad oggi i nostri sponsor sono Magna Carta e Uts Biogas).”
A questo punto ho richiesto ulteriori chiarimenti, con le risposte inserite di seguito:
LD: Perché parte (anche se non nella stessa misura della sottoscrizione iniziale) di quanto investito dai tifosi anno per anno non va ad aumentare il numero delle azioni possedute dal singolo tifoso? In questo modo si darebbe un giusto controvalore a chi, anno per anno continua ad investire rispetto a colui che arriva all’ultimo momento e pretende lo stesso diritto di voto. Capisco che l’incremento non possa essere lo stesso dell’iscrizione (altrimenti i fondi per investire annualmente nelle attività collaterali non ci sarebbero visto che andrebbero a costituire capitale sociale) però il diritto di vedere aumentato il proprio “pezzo” della squadra del cuore mi sembra sacrosanto.
AM: “La Cooperativa non è una SPA, solo il primo anno che una persona partecipa c’è l’esborso per acquistare le azioni, in tutte le cooperative gli anni seguenti si paga solo la quota associativa. Per Premiare i soci piu fedeli molte cooperative impongono una tassa d’entrata (per esempio la Canottieri Mincio di Mantova impone come tassa d’entrata 3000 euro a famiglia a fondo perduto), noi abbiamo optato per rendere facile l’entrata di nuovi soci anche negli anni successivi almeno per i primi anni in maniera di aumentare più facilmente il numero dei soci (siamo poco piu di 120 ad oggi). Il numero e il valore delle azioni per categoria di socio è stabilito dallo statuto e non può essere modificato dal valore di Mercato proprio perchè si tratta di una cooperativa e non di una società per azioni.”
LD: So che voi non avete un Filadelfia (il campo di allenamento del Toro ora demolito) su cui investire, ma cosa vi fa ritenere che la scelta di investire solamente su attività economiche sia quella giusta e che non dia adito a dubbi sulle intenzioni del gruppo ristretto dei soci che dirigono l’associazione? Forse sono troppo preso dalla cultura del sospetto tipicamente romana?
AM: “Nulla vieta allo united di investire sulle strutture sportive e mi pare che anzi nello statuto ci sia scritto che la coop nel lungo periodo ha come fine l’acquisizione e la gestione di strutture sportive.”
Leonardo Daga
Segreteria di RomaGranata
email: leonardo.daga@romagranata.it
Il presente articolo è solo frutto delle riflessioni dell’autore e non riflette in alcun modo se non casualmente l’opinione dei dirigenti o degli iscritti al club.








