Il progetto di azionariato di Mantova United, parte I

Come tutti sappiamo, la squadra del Mantova, dopo essere stata sul punto di salire in serie A qualche stagione fa (ricordiamo tutti che fu proprio il Torino a spegnere le speranze del Mantova nella finale playoff) è fallita finanziariamente, dopo la discesa ingloriosa in LegaPro. Fu proprio in seguito a questo fallimento che nacque l’iniziativa del Mantova United, che per quanto faccia riferimento ad una società per noi non proprio simpatica (a causa di qualche screzio quando il Toro tornò in B, ma questa vicenda non può essere rilevante per i nostri giudizi), sembra essere un progetto interessante, se non altro perché il primo in Italia a certi livelli.

Vediamo in cosa consiste l’iniziativa.

Innanzitutto si tratta di una società cooperativa, formata da soci che versano una quota associativa annuale e acquistano un pacchetto di azioni che corrisponde a circa la metà del totale della quota versata. Quindi, ad esempio, versando la quota da sostenitore (329€) si acquista un pacchetto di cinque azioni (ciascuna da 25€) per un totale di 125€ e una quota associativa di 204€. Le azioni danno diritto di voto nelle decisioni riguardanti la cooperativa (come l’elezione dei rappresentanti) mentre la quota associativa, a detta del sito, serve per l’acquisto delle quote di capitale del Mantova FC. La ripartizione della quota associativa e la quota per l’acquisto delle azioni della cooperativa non è proporzionale e favorisce i soci che versano una quota maggiore (ad esempio 128€ quota fan per 2 azioni, 2000 quota Vip per 40 azioni). In ogni caso, indipendentemente dal numero di azioni possedute, ogni socio ha diritto a un solo voto nell’assemblea e la ripartizione delle azioni è pensata più in ottica di dare una possibilità di voto a tutti piuttosto che a creare una capacità di voto proporzionale alle quote versate nel tempo. Infatti non si tiene in alcun modo conto del numero di anni di iscrizione alla cooperativa, in nessuna delle funzioni e nei diritti del socio elencati nello statuto.

Si chiarisce subito e a grandi titoli che non è un investimento finanziario, quindi non garantisce che un ritorno economico tipico delle società cooperative. Inoltre, la quota associativa è annuale, per cui, ad esempio, versando la quota da sostenitore nell’iscrizione si deve rinnovare la quota associativa di 204€ ogni anno, mantenendo sempre il possesso delle cinque azioni per le quali il versamento di 125€ avviene solo all’atto dell’iscrizione. In caso di recesso, infine, viene solo rimborsata la quota sociale (il controvalore delle azioni). Ogni anno, inoltre, si versa di nuovo la quota associativa che a quanto mi è sembrato di capire non dà diritto ad ulteriori azioni, cosa che non mi sembra corretta nei confronti dei soci che hanno sostenuto nel tempo la cooperativa, equiparando questi ultimi ai nuovi arrivati negli anni successivi.

A leggere lo statuto, alcune cose fanno un po’ storcere il naso, ma tutto sommato sono normali in uno statuto di una cooperativa. Tra tutte le belle cose che necessariamente devono essere elencate in una iniziativa del genere (promozione sportiva, gestione di impianti, organizzazione squadre, attività didattiche) sono consentite attività economiche, come la gestione di attività commerciali “in maniera marginale e senza scopo di lucro”.

Quello che fa un po’ temere è l’oggetto sociale della cooperativa:  Nell’oggetto sociale sono previsti la commercializzazione di gadget (tutto sommato normale per una associazione di tifosi), la realizzazione e la gestione di strutture come Ristoranti, Hotels e altre cose più lecite come la realizzazione di una rivista sportiva. Inoltre sono considerati utili alle finalità dell’associazione operazioni contrattuali di natura commerciale e industriale che fanno capire quanto questa realtà non si ponga limiti nello spingersi oltre le attività meramente sportive.

Su queste “postille” vedremo di indagare maggiormente nel futuro per capire quanto in realtà vengano attuate, sta di fatto che sono dichiarazioni che non mettono del tutto al sicuro un futuro senza ombre. Al solito, il grosso problema è che si tratta di realtà che si muovono in Italia, quindi che si muovono in una realtà che oscilla sempre tra la “bella” facciata e l’interesse speculativo. In ogni caso, confesso che non ho avuto modo di leggere la totalità dello statuto per capire quanto queste possibilità possano essere attuate.

Non mancano comunque gli aspetti positivi che non possono essere trascurati. Avere un occhio all’interno della società del Mantova FC non è cosa da poco per averne il controllo diretto sulle sue speculazioni. Inoltre la diffusione delle possibilità di voto (una testa, un voto) per l’elezione dei membri dell’assemblea dà modo ai soci di evitare derive della cooperativa verso iniziative non consone alla organizzazione. Infine, l’organizzazione di una tale associazione è la base di una iniziativa che potrebbe arrivare alla proprietà totale della società, che se non altro la può mettere al sicuro da altri fallimenti.

Qui potete leggere le domande frequenti presenti sul sito di Mantova United.

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Leonardo Daga
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Leonardo Daga Segretario e Webmaster di RomaGranata

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