Ritorno al presente

Torino-Cittadella 1-1: I difetti di un porto di mare tornano a farsi sentire.

E’ stato un incontro tra una squadra di calcio formata da giocatori semisconosciuti (con poche eccezioni) ma molto organizzati contro una non squadra, impacciati nell’impostare l’azione, incapaci di fare i movimenti giusti (o fare movimento del tutto) per eseguire le tattiche organizzate durante l’estate, non in grado di mantenere il vantaggio rimediato fortunosamente su un’azione che si stava concludendo male come al solito, nemmeno per un paio di minuti.

La tentazione è quella di ricorrere a scusanti come le motivazioni dei giocatori veneti a giocare contro una grande, della migliore condizione fisica, del fatto che i giocatori non hanno ancora assimilato le tattiche di Ventura. Ma qui si parla di ben altro: si parla di una squadra di calcio, messa insieme nel tempo e in grado di rinnovarsi anno per anno in modo oculato, contro un’altra squadra di calcio, ogni anno devastata da vendite e acquisti, prestiti e ritorni, la rappresentazione su un rettangolo verde di un porto di mare. Con due eccezioni, Bianchi che al solito quando si tratta di mettere una facile palla dentro riesce a sbagliare tutto ciò che può essere sbagliato e Ogbonna, che saltato il trasferimento verso una grande squadra sta ovviamente iniziando a rompersi le balle. Per quest’ultimo fornire delle prove incolori potrà essere il giusto metodo per andarsene dal Toro ad un prezzo ragionevole per l’acquirente, non certo alle cifre richieste da Cairo quest’estate. Siamo a posto quindi.

La conclusione logica di tutto questo è una partita bruttissima sotto gli occhi di tanti spettatori accorsi a vedere il nuovo Toro, che alcuni commentatori avevano già dato per favorito dopo la prova (per quanto ho visto, altrettanto brutta, ma a quanto pare per altri non è stato così) di Ascoli in cui il Toro è riuscito a rimontare il risultato. Una partita in cui si sono visti tanti problemi tattici, dall’immobilità all’incapacità di Coppola di trovare un uomo libero, dalla scelta di sostituire Verdi piuttosto che Odu (e va bene rifiatare, ma 3 punti contro il Cittadella valgono come tre punti contro il Varese), dalla capacità della squadra veneta di arrivare tante volte alla conclusione nonostante la nostra difesa sulla carta superiore.

Tanti problemi che non sembrano avere una soluzione immediata e a breve dovremo giocare contro squadre molto attrezzate come il Varese. E’ qui che passa il destino del nuovo Toro, prepariamoci all’incertezza che è ormai la costante di questa gestione.

Leonardo Daga
Segreteria di RomaGranata
email: leonardo.daga@romagranata.it
Il presente articolo è solo frutto delle riflessioni dell’autore e non riflette in alcun modo se non casualmente l’opinione dei dirigenti o degli iscritti al club.