Del Piero e Babbo Maiale

1) Del Piero, quello che attenta alle caviglie degli avversari – Modena vs Juventus 2006-2007 (intorno all’1,40 del filmato)… però ha chiesto scusa;
http://it.youtube.com/watch?v=hk3DRcsHCYA 

2) Del Piero, quello che scazzotta e altro – Pescara vs Juventus 2006-2007 (fonte: La Stampa)… scuse non pervenute;

“Con l’umore già strizzato da un rigore sbagliato, da un’ammonizione per «Shakespeariane» proteste e dai soliti calcioni nemici, a pochi passi dal rifugio degli spogliatoi la pazienza di Alex Del Piero, umanamente, doveva essere già prosciugata: così, finita la partita contro il Pescara, quando s’è sentito afferrare da dietro il polsino nero con il marchio della Juve, l’icona della stagione, ha cercato di divincolarsi, reagendo con mani e parole. Poco importa se il cacciatore di cimeli avesse l’uniforme antisommossa dei carabinieri. «Del Piero ha avuto uno scatto d’ira notevole – racconta Valerio Simeone, fotoreporter pescarese, che era a bordo campo – e ha colpito il militare con un pugno sul petto. Poi l’hanno trattenuto. Ma un altro pugno era già pronto». 

Dopo l’Achille meditabondo sulle colline tedesche, eccolo in battaglia. Manca la moviola, ma dagli scatti s’intuisce abbastanza: il numero 10 bianconero che, trattenuto, grida contro il militare. «S’è arrabbiato molto Del Piero – continua il fotoreporter, che stava a pochi passi dall’azione – e gli gridava che non si doveva permettere. E che se voleva il polsino bastava che glielo avesse chiesto. Forse, all’inizio, il giocatore ha pensato che si trattasse di un tifoso, ma quando s’è girato, penso si sia accorto benissimo della divisa da carabiniere. Una di quelle da ordine pubblico». Finito lo scontro ravvicinato, il capitano della Juve s’è infilato nei sotteranei dello stadio Adriatico. Il militare l’ha seguito e, fra le spiegazioni, ha chiuso l’episodio. L’umore dei colleghi era in bilico fra l’arrabbiatura e l’imbarazzo: che la mano allungata a cercar reperti del campione, fra la ressa formatasi sul prato, fosse quella di un carabiniere non era certo un bello spot. Come il fallo di reazione del capitano: forse comprensibile, mai giustificabile. 

Anche se dal comando provinciale dell’Arma, diretto dal colonnello Esposito Alaia, già in serata con pacatezza minimizzavano l’episodio: «C’è stato solo un malinteso, subito chiarito. E non ci sarà alcun provvedimento disciplinare per il militare». Stessa linea da casa Juve, dove si parlava di un equivoco chiarito, «senza alcun pugno al carabiniere». Che qualcosa fosse andato storto s’era quasi intuito al passaggio del giocatore nel corridoio dedicato alle interviste: voglia di parlare praticamente azzerata. «E’ stata una vittoria molto importante – si era limitato a dire – e al di là del rigore sbagliato, è stata una buona gara. Siamo soddisfatti». Ma l’uscita dal campo era ancora patrimonio di pochi occhi. Il pomeriggio, per Alex, s’era snodato fra le curve anche dentro al campo, senza mani che s’allungavano sul polsino. La prima sbandata passa al 39’, quando l’arbitro assegna un rigore ai bianconeri. 

Del Piero, da miglior pistolero del campionato (15 gol) si presenta davanti a Ciro Polito, napoletano, 28 anni fra 12 giorni, di mestiere portiere. Tiro forte ma centrale, che finisce sul guantone sinistro avversario, con quella mano che è l’ultima a seguire il corpo, già sdraiato a terra. Parato. Mezzo stadio «Adriatico» esplode, l’altra metà, che raccoglieva le genti juventine d’Abruzzo, si deprime: sarà un’altra rognosissima trasferta. Alex, invece, non si sgonfia. Continua a giocare, e bene. Dai suoi giochetti con i piedi, da flipper in miniatura, nascono le uniche minacce juventine. Come dopo cinque minuti di ripresa, quando passa sulla linea di fondo, anche se tutte le porte parevano blindate, e tocca in mezzo un tocco felpato per Nedved: sparo alto. 

Lotta, Alex. Si arrabbia, come spesso gli è successo in questa espiazione laica che è la serie B.Cinque minuti più tardi, s’avvita in aria, alla ricerca di un pallone, ma il marcatore che gli sta a fianco crolla a terra. Gomitata, pur fortuita, per l’arbitro, che fischia; sceneggiata, per Del Piero. Poi, la sceneggiata decide di farla lui, con 22.000 sguardi addosso. Mima l’avversario, e crolla davanti a Girardi: ammonizione inevitabile. La pazienza sta scendendo. Non solo a lui. A Zebina non fischiano un fallo durante un’incursione e lui s’arrabbia, con già un’ammonizione sulla fedina penale. Saggiamente, Deschamps lo cambia. Il francese esce e si tappa istantaneo negli spogliatoi: non uno sguardo alla panchina. La serie B è anche un frullatore di nervi, specie se sei un campione e ci sei finito per colpe altrui. 

3) Del Piero, quello che se la prende con i più piccoli (fonte: Ansa)… ha chiesto scusa? Boh…

“NERVOSISMO DEL PIERO, INSOFFERENZA CON LIPPI 
Non esulta, non salta l’uomo, non accetta un rimbrotto. E’ decisamente un momento no per Alessandro Del Piero. Ieri il numero 7 azzurro era stato pescato dalla telecamera Rai a bordo campo mentre sconsolato rientrava nello spogliatoio di Italia-Ghana, a testa bassa tra i compagni che esultavano in campo per la vittoria. Oggi l’attaccante della Juve si e’ reso protagonista di un fallo eccessivamente cattivo, per il suo carattere e la sua caratura tecnica, con un under 17 del Duisburg: e poi non ha accolto di buon grado – come testimoniano sempre le immagini della tv pubblica – il rimprovero di Lippi. L’episodio e’ avvenuto stamattina, al campo di allenamento dove gli azzurri si sono ritrovati all’indomani dell’esordio con il Ghana. Clima di festa dei circa cinquanta tifosi in attesa del pullman della squadra, fuori dal MSV Meiderich. I titolari di Hannover impegnati in massaggi e lieve lavoro in palestra, gli altri in campo per una partitella contro i ragazzi della squadra locale. Del Piero mostra un gesto di sconforto quando dribbla due avversari e sbaglia il gol, allargando le braccia in segno di disappunto. Poi, a meta’ partita, un giovane avversario gli porta via il pallone: lui lo rincorre, fa un primo fallo, poi innervosito dall’impossibilita’ di recuperare lo scalcia nervoso, e con un pizzico di cattiveria. A quel punto con la palla ancora in gioco Lippi si avvicina, gli mette una mano sul braccio, dai gesti e’ chiaro l’invito a mantenere la calma: ma il volto di Del Piero non si rasserena, e soprattutto il suo braccio si divincola nella corsa per riprendere la corsa, senza cenno di risposta o assenso. ”Sono come Achille, sto sulla collina e aspetto la battaglia”, aveva detto Del Piero all’antivigilia dell’esordio con il Ghana. Per lui la battaglia ieri e’ durata solo 8′, quelli finali, tanto quanto bastava a Lippi per tenere palla e placare i ritmi della partita. Sicuramente, non era la sfida mitica che Del Piero aspettava.” 

Ecco… questo è lo sportivissimo Del Piero e la dimostrazione che se non si da risalto a determinati episodi i precedenti non esistono. 

4) “L’AUTOGOL DI ALEX DEL PIERO: FA AFFARI A SPESE DEI DISABILI 
(14/01/2001 – Paolo Emilio Russo sul quotidiano “Libero”) 

COMO – Brutto autogol di Del Piero, ma il calcio questa volta non c’entra. Il fantasista della Juventus, infatti, si è reso protagonista di una vicenda perfettamente legale ma quanto meno spiacevole. L’associazione benefica lombarda “La Nostra Famiglia” che si occupa dell’assistenza a 10.000 ragazzi disabili in tutto il nord Italia, aveva messo gli occhi da tempo su di un terreno esteso 30.000 metri quadri posto a fianco di una delle sue più grosse comunità , a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso. “La Nostra Famiglia” era già riuscita, con grandi difficoltà a racimolare i soldi necessari ad ampliare, con una porzione del terreno, la struttura che ospita 600 ragazzi problematici.

Quel terreno serviva per ampliare la volumetria dello stabile e costruire un parco giochi per i bambini traumatizzati cranici: prezzo fissato 19.000 lire al metro. All’asta indetta dal Comune di Conegliano per cedere la porzione di terreno, quando ormai l’acquisto da parte de “La Nostra Famiglia” sembrava cosa fatta, è arrivata la sorpresa: Alessandro Del Piero, il giocatore della Juventus, si è presentato all’offerta pubblica. Il famosissimo calciatore, con un contratto con la squadra torinese da 10 miliardi all’anno, 27 milioni al giorno, 1 milione e 200 mila lire all’ora (compreso quando dorme), si è offerto di comprare l’intera collina “Costa” per poco meno di due miliardi di lire, una cifra che mai i disabili avrebbero potuto reperire. Obbiettivo costruire nel paese dove è nato un’altra villa oltre a quelle che già possiede a Torino, a San Vendemmiano e sul lago Maggiore.

Venuti a conoscenza dell’operazione, i responsabili dell’associazione lombarda, a Ponte Lambro in provincia di Como, hanno sperato per qualche giorno in un gesto di beneficenza. Si auguravano, se non di ottenere il terreno in regalo, di poter avere al prezzo di costo il terreno che avevano chiesto senza del quale non potranno ingrandire la struttura. Invece no. Del Piero non si è lasciato commuovere. Dopo avere ascoltato le ragioni dell’ente, ha accettato di cedere la metà del terreno di cui “La Nostra Famiglia” aveva bisogno: 15.000 metri quadrati, il 21% della superficie acquistata.

Del Piero non solo ha chiesto all’associazione di corrispondere la cifra, ma ci ha anche fatto pure una “cresta” di 8.000 lire al metro quadro: un rialzo di oltre il 30%. Ha guadagnato sugli oltre 420 milioni pagati da “La Nostra Famiglia”, speculando sulle necessità di un ente benefico. Un comportamento non certo da campione, da campione nella vita. “Macché beneficenza, Del Piero ha voluto tutto fino all’ultima lira. Ha acquistato il terreno a 19.000 lire al metro e ci ha rivenduto la metà di quello che ci serviva per aiutare i ragazzi disabili a 27.000 lire al metro”, rimprovera Zaira Spreafico, la presidentessa dell’associazione con 10 centri riabilitativi in Lombardia e 10 in Veneto.

“Per me è stata una delusione sotto l’aspetto umano. Non speravo in una donazione, ma in un comportamento più sensibile da parte di un giocatore che guadagna miliardi per calciare un pallone”, conclude. E pensare che quel terreno gli è costato meno di dieci giorni di “lavoro”.

Ognuno ha il Capitano che si merita…

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