E’ la serie A

Il Toro è in Serie A, bisogna rendersene conto. Le squadre che si troverà ad affrontare quest’anno sono piene di bravi giocatori in grado di affondare il colpo da un momento all’altro, approfittando di una minima disattenzione da parte dei difensori e dei centrocampisti del Toro. Conosce molto bene questo problema Gazzi, che ha accidentalmente messo al centro un pallone che Milito ha infilato in porta senza pietà nella partita contro l’Inter, lo sa bene Glik, entrato come un treno sull’attaccante blucerchiato provocando il rigore del pareggio contro la Sampdoria.

Se non fosse per queste distrazioni, costate molto al Toro – sopratutto la seconda – la difesa nel complesso si è comportata bene, anche se di volta in volta qualcuno pecca di qualcosa (Masiello nella prima partita, Ogbonna contro l’Inter, Glik contro la Samp) ma è comprensibile. La partita in cui tutti e quattro sono al massimo, a meno che non hai davanti uno squadrone, si vince o tutt’al più si pareggia.

Il centrocampo è quello che è. Brighi può far finta di fare il regista ma non lo è, Gazzi e Basha manco a pensarci, Vives ogni tanto si accende in qualcosa che lontanamente assomiglia ad un passaggio illuminante, ma il ruolo che possono gestire è di contenimento, sperando nella buona vena di Santana o di Cerci (Steva ancora sotto tono) che possono veramente fare qualcosa di differente. 

Contro la Samp il prestigiatore Cerci ha tirato fuori il classico coniglio dal cappello, anzi, dal cerchietto ed è riuscito a sfondare in un’azione che ha portato al rigore, ma le difese della serie A, con pochissime eccezioni, sono tutte perforabili in questo modo. La sensazione è che è l’attacco del Toro ad essere il punto cruciale della squadra: il Toro avrà non tantissime occasioni per sfondare ma con Santana e Cerci in area ci può arrivare. Ma Bianchi/Meggiorini/Sansone/Sgrigna devono buttarla dentro e in questo non è che si siano rivelati finora delle grandi speranze.

La buona notizia è che Bianchi, se non si butta in modo troppo plateale e inutile, ogni tanto una punizione gliela concedono (evento raro in Serie B, in cui bisogna mostrare il foro del proiettile per mostrare di essere stati colpiti). E talvolta potrebbe anche metterla dentro. Aspetto con ansia che Sansone faccia vedere di che pasta è fatto. Ma domani c’è l’Udinese, altra prova difficile per il Toro, che deve mostrare se non altro di essere una squadra di questa categoria. 

Leonardo Daga

Leonardo Daga

Leonardo Daga Segretario e Webmaster di RomaGranata

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