Ma questo è il TORO!?

Non c’ è più nessuno che tramuti l’ acqua in vino, ma qualcuno che riesce a salvare questa squadra da figuracce simili?. I miracoli, nello sport hanno una certa frequenza, ma a guardare il TORO oggi, viene qualche dubbio. Mazzarri cerca di difendere l’ indifendibile nascondensodi dietro un “abbiamo giocato male ma loro sono troppo forti” cioè un campionato che si avvia mestamente verso un ennesima stagione di alti e bassi, giusto dire fino ad oggi solo bassi e qualche spunto verso l’alto durato si e no 45 minuti.
Negli ultimi vent’ anni, ma facciamo trenta, un paio di stagioni è successo che il TORO dopo una brutta partenza, sia riuscita a risalire la china lasciando spazio a voli pindarici. Quest’anno si era partiti con l’ idea della grande squadra. Il nostro obiettivo minimo è la zona Europa League e comunque Mazzarri si diceva soddisfatto della rosa di giocatori a disposizione. Con i soldi che Cairo ha pagato per Zaza avremmo potuto tenerci Ljiaic. Certamente la valutazione del serbo, otto milioni, giustificava la cessione considerando la sua poca predisposizione al sacrificio atletico ed alla poca disponibilità del mister a cambiare modulo, ma cio’ ci riporta a pensare che quando si è bravi a vendere bisognerebbe essere più bravi a comprare, e proprio negli acquisti è cominciata la traballante, e speriamo non drammatica, stagione granata. Dal Brasile arriva Breimer, (anche se nessuno si preoccupa di valutarlo sotto il profilo umano visto che è un oggetto misterioso e addirittura poco considerato rispetto ad un altro giovane promettente, il 37enne Moretti).
Ma arriva anche Meite, che Mazzarri non conosce neppure ma che fa giocare con insistenza per poi sostituirlo puntualmente anche essendo uno dei migliori ( ieri a parte ). Possiamo dire che vista la partita di ieri, gli errori non si fermano lì. Per sostituire Ljiaic basterebbe guardare al mercato con piu’ attenzione, dove i registi/trequartisti di quel tipo non mancano. Invece arriva un certo NESSUNO. Risultato: il Toro non ha uomini capaci di spingere ed impostare, che erano state la caratteristica dei momenti migliori quando il serbo giocava dietro le punte. Sta di fatto che da anni i risultati non cambiano. Con Mazzarri la media punti è di circa 1 punto a partita, cosi come è scarso il rendimento dei vari stranieri ( Nkuoulou e Falque a parte ) La squadra cambia mille volti, lancia diversi esordienti alla ricerca di una formula miracolosa che non arriva mai.
Torino-Napoli 1-3, è questo il risultato finale che mostra i napoletani dal gioco vivace e ben organizzato. Troppo piccolo invece il Toro di Mazzarri per poter impensierire il Napoli di Ancelotti, che dal canto suo azzecca tutti i cambi e assetto tattico, con Verdi inserito al posto di Zielinski, rispetto al polacco agisce su tutto il fronte offensivo e affianca spesso al centro dell’attacco Insigne, la novità e forse capolavoro del tecnico emiliano o semplicemente di un tecnico competente. Il piccoletto gioca più centrale e in area. I risultati si sono visti, al posto giusto ( con relativa fortuna sui rimpalli nei gol ) al momento giusto. Pronti via e dopo pochi munuti la partita è già finita. Il Napoli schiaccia i granata, incapaci di reagire e poco dopo, arriva il raddoppio con l’immancabile ex di turno scaricato troppo presto.
Mazzarri a bordo campo è la copia e forse peggio ancora, brutta copia di Sinisa l’infuriato, ma non riesce a trasmettere la sua grinta ai suoi, incapaci di fare un solo tiro nello specchio della porta in tutto il primo tempo.
Speravamo in un ennesimo secondo tempo alla grande, ma non tutte le ciambella riescono con il buco. Il Napoli sembra risentire di un pò di stanchezza o voler gestire il risultato. Nulla di più sbagliato. Il Torino ne approfitta sfruttando un fallo da rigore di Luperto e relativo gol di Belotti che accorcia le distanze. Il Toro che sembra crederci di più cerca di dare un senso alla partita, ma seppur con volontà, Zaza è un uomo in meno, Belotti mai servito e spesso fuori ruolo. Il Toro non ha fatto i conti con il Napoli e soprattutto con il buciodiculo Lorenzo Insigne: palo di Callejon e palla che giunge al piccletto che non sbaglia: 1-3 e tutti a casa
Gli ultimi minuti sono pura accademia per entrambe le squadre, il TORO che cerca di verticalizzare, ho detto cerca, con i napoletano che gestendo bene il vantaggio, portano a casa la vittoria.
Ennesimo campionato BUTTATO? Non sparei, ma sicuramente ennesimo campionato anonimo.

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