Un Cuore Granata nel cuore di Roma (di Andrea Pelliccia)

Antonello Venditti, se mai leggerà quest’articolo, mi perdonerà per avere parafrasato il titolo di una sua canzone per raccontare la bellissima giornata di sole, sport, passione e amicizia vissuta domenica scorsa al Centro Sportivo Flaminia e organizzata dal Toro Club RomaGranata per celebrare il tredicesimo anniversario della fondazione. Ho avuto il privilegio di partecipare a questa manifestazione come ospite: mi sono guadagnato l’affetto dei tifosi granata per aver collaborato alla stesura di un libro intitolato “Il Grande Torino – Campioni per sempre” e per aver composto un monologo dal titolo “Il grande Torino, storia e leggenda. Il racconto della squadra entrata nel mito”, che con parole e immagini ricorda venti anni e più di storia granata: dalla costruzione dello Stadio Filadelfia alla tragedia di Superga. Al Centro Sportivo Flaminia c’era il pubblico delle grandi occasioni: esauriti tutti i 120 posti disponibili. Si comincia di mattina presto. Arrivano in forze i rappresentanti dei Toro Club di Lazio e Toscana che hanno aderito alla manifestazione: RomaGranata, Viterbo Granata, Fedelissimi Granata Roma, Toro Club Valmontone, Toro Club Latina, Toro Club Gigi Radice – Terre di Siena. A questi si aggiungono tifosi intervenuti a titolo personale da varie parti d’Italia. Sotto un caldo sole di metà ottobre, mentre i tifosi e le rispettive famiglie si incontrano, ricordando con affetto e nostalgia l’ultimo raduno o l’ultima partita allo stadio vista insieme, prende il via il torneo di calcio a 5. Sei squadre iscritte: tra allegria, tocchi di classe e reti di pregevole fattura si arriva alla finale. Ad aggiudicarsi l’ambito trofeo è il Toro Club Latina che ha la meglio sulla rappresentativa messa in campo da RomaGranata. Ci si prepara così per il pranzo, non prima di avere dato il benvenuto a Fortunato Torrisi. Ottimo centrocampista, una sola stagione in maglia granata, sufficiente a scolpire in lui e nella tifoseria un ricordo indelebile, forse il più bello per il Torino negli anni Ottanta. Quel 27 marzo 1983 in cui la squadra granata in soli 124 secondi ribaltò lo 0-2 nel derby, battendo così 3-2 la Juve che dovette a quel punto rinunciare a rincorrere la Roma che si involò verso il secondo scudetto della storia. A segnare quella rete storica, decisiva fu proprio Torrisi: al volo su cross di Van de Korput. A raccontarmi il ricordo di quella splendida giornata è Giuseppe Di Lecce, Presidente di RomaGranata. Col biglietto in tasca ma costretto in un letto d’ospedale a causa di una frattura a una gamba, era riuscito a procurarsi una radiolina, grazie alla quale si ritrovò ad ascoltare la voce incredula di Enrico Ameri che commentava la straordinaria rimonta granata. E sul 3-2, non riuscendo a trattenere la gioia, Giuseppe si lanciò dal letto rischiando di danneggiare ulteriormente la gamba ingessata. Per farlo stare buono dovettero immobilizzarlo con la camicia di forza… Durante il pranzo Torrisi, seduto al tavolo del Direttivo, si presta volentieri a ricordi, foto, dialoghi mentre tra i tavoli riecheggiano i cori accompagnati dall’immancabile rullo del tamburo e dallo sventolio delle bandiere. All’euforia collettiva non si sottraggono nemmeno i numerosi bambini presenti. Si finisce a pomeriggio inoltrato, dopo un ottimo pranzo e dopo le premiazioni. L’impegno di RomaGranata è stato enorme, lo si percepisce dalla cura di ogni dettaglio. L’impegno è per fortuna ripagato dalla soddisfazione, visto che sento molti dei presenti affermare: “Questa è stata la festa più bella organizzata da RomaGranata”.

Andrea Pelliccia.

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